«Le mie parole male interpretate»

«Sono sorpreso dallo stupore creato dalle mie dichiarazioni in sede di commissione regionale per la sicurezza, rilasciate per rispondere a questioni che sono già chiarite e che vengono ancora interpretate erroneamente come tentativi di infiltrazione della ’ndrangheta». Lo afferma in una nota il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, che «si riferisce alla vicenda dell’auto di servizio bruciata e degli spari contro l’attività di un ex assessore». «Questioni - dice De Angelis - chiarite dalle forze dell’ordine, dalla magistratura, dai prefetti Del Mese e Serra e che non c’entrano assolutamente con le infiltrazioni malavitose. Quando ho sentito che il sostituto procuratore De Ficchy ritiene che siano invece legate alla ’ndrangheta ho spiegato in commissione di cosa si trattava e che il movente di quei gesti era legato all’emergenza abitativa e alla decisione del Comune di Roma di acquistare case ad Anzio». Rispetto alla vicenda degli acquisti fatti da Roma a prezzi superiori a quelli di mercato, continua De Angelis, «ho ripetuto cose denunciate a suo tempo e chiarite con Galloro e Minelli, delegati dal sindaco di Roma, mi stupisce che tre anni fa sia stato lasciato solo nella discussione con la Capitale e oggi tutti si accorgano di quel fatto che, ribadisco, ha creato diversi disagi nella nostra città». De Angelis riferisce «di aver chiesto un appuntamento con De Ficchy e di essere in attesa di poter fissare un incontro» e risponde a Luisa Laurelli, presidente della commissione regionale lotta alla criminalità: «Visto che mi ha invitato a tenere il mare e le spiagge pulite le faccio sapere che da tre anni, unico comune della provincia di Roma, otteniamo la Bandiera Blu» .