«Le mie proposte concrete per Roma»

L’esponente Dc pensa anche alla vendita a prezzo sociale delle case ex-Iacp

Rita Smordoni

Prosegue la sfida di Mauro Cutrufo per il Campidoglio. Ieri l’esponente della Democrazia cristiana per le Autonomie, candidato sindaco di Roma per il partito di Rotondi, ha presentato al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede, il suo programma elettorale.
In sala iscritti, simpatizzanti ed anche un amico particolare: don Pierino Gelmini, fondatore di Comunità Incontro, confraternita cui è iscritto il senatore Dc. Rispetto ad altri partiti della coalizione di centrodestra, Cutrufo sceglie la via della comunicazione semplice, sfuggendo al «politichese». E presenta le sue idee in una forma grafica accattivante: un opuscolo di venti pagine, con tanto di vignette colorate e fumetti. «Meglio un solo potente super Comune? No! Meglio 19 super municipi» si legge su una vignetta. «Gli oratori sono la voce delle famiglie, dei disabili e delle periferie» su un’altra. «Vendita a prezzo sociale delle case ex-Iacp, contributo del 30 per cento sul costo di affitto: questo nel mio programma trova... casa», su una terza.
Al centro del programma, molte idee concrete. La rivalutazione del patrimonio artistico ed archeologico della città eterna. Maggiori poteri al consiglio comunale ed ai municipi. Un commissario straordinario per la mobilità, che progetti ed affidi ad una public company la realizzazione di 150 nuovi chilometri di metropolitana in dieci anni. Via libera anche alla circolazione dei motorini sulle corsie preferenziali. E un assessorato per la valorizzazione dell’identità cristiana.
Sul fronte della casa, Cutrufo propone di creare una nuova società a capitale misto pubblico-privato denominata «Roma affitti», con il compito di contribuire al 30 per cento dei costi dell’affitto. Da dove arriverebbero i soldi? «Da un apposito fondo di solidarietà e dalla dismissione del patrimonio Ater», risponde l’esponente Dc: «Io non improvviso niente, ho fatto l’amministratore di questa città prima di tutti gli altri candidati, sono stato assessore, quando ero al Campidoglio ho fatto molte cose per la città - afferma Cutrufo -. La mia ricetta per governare Roma? Amarla e fare tutti i sacrifici che servono per farla rinascere. Dare a Roma una legislazione adeguata alla capitale d’Italia. Dobbiamo seguire l’esempio di Berlino e dei berlinesi, che hanno ricostruito da capo la loro metropoli».
Dopo tanti anni la Dc torna a correre per il Comune. «Roma, nun fa la stupida... stavolta», lo slogan che campeggia sui manifesti dello scudocrociato. «Veltroni? - ammonisce Cutrufo - Se anche venisse rieletto sindaco, fra due anni magari potrebbe lasciare il Campidoglio per andare a Palazzo Chigi. E poi ha portato Roma ad avere un debito di 7mila milioni. Meglio cambiare. Il mio non è un libro dei sogni, ma un elenco di proposte concrete e fattibili - conclude -. Io sono un romano che ama Roma e la vuole riportare ai livelli che competono a questa grande capitale che fu e rimane l’Urbe per il mondo intero».