«Mieli si schiera con chi brucia la bandiera d’Israele»

Ho indirizzato questa lettera al dottor Mieli persona che ho a lungo ammirato e stimato, sia attraverso i suoi scritti sul Corriere della Sera, sia in occasione delle sempre signorili partecipazioni televisive. Ho «patito» quando chi col pretesto della sua origine ebrea hanno manifestato pollice verso contro non ricordo più quale carica ufficiale che gli veniva offerta. Alla luce degli ultimi eventi e della posizione assunta nell’agone politico dal Corriere, mi chiedo perché ha sputato sui suoi antenati e su una Fede che certo, seppur forse non praticante, il dottor Mieli non vuole rinnegare. Così come mi chiedo perché ha scelto la parte di quelli che bruciano insieme alla bandiera americana quella ebraica, che coltivano un feroce antisemitismo mascherandolo da difesa dei diritti dei palestinesi che sì, certo, hanno dei diritti, ma non quello di voler distruggere anzi cancellare, come se mai fosse esistito, lo stato di Israele. Questo per quanto riguarda la parte spirituale, qualcuno dirà sentimentale della sua «strana scelta».
Ma esiste anche una parte pratica di cui nessuno ha voglia di parlare, cioè la posizione assolutamente retrograda di buona parte della coalizione di Prodi, di quella parte forse numericamente meno grande ma di cui la sinistra non potrà fare a meno per governare, e che a elezioni concluse presenterà il conto. Non è mistero per nessuno che fra i vari problemi dell’Italia, due sono gravissimi e pendono come una spada di Damocle: il problema del rifornimento energetico e il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Le nostre fonti di approvvigionamento sono la Russia, che già ha tagliato i rifornimenti per suoi problemi interni, la Libia e l’Algeria. Di gas naturale ce n’è in abbondanza in tutto il mondo, per ulitizzarlo in Italia abbiamo bisogno di degasificatori: ma alla proposta di installare impianti di de o rigasificazione al sud l’ineffabile Niky Vendola ha già risposto picche, e ben presto altri governatori di regione, ben schierati con la sinistra estrema, lo seguiranno.
Il giorno in cui la Libia o l’instabile Algeria chiudessero il rubinetto, come la metteremo? Nel programma della sinistra è già accennata l’intenzione di chiudere i centri di temporanea permanenza per i clandesitni i quali sbarcano in continuazione sulle nostre coste per non parlar di quelli che ci arrivano dal cielo e da terra. Che cosa succederà allora? Non sono una fanatica adoratrice di Berlusconi: vedo nitidamente le inadeguatezze, gli errori di omissione e di realizzazione di questo governo.
Ma se mi chiedono di scegliere fra una broncopolmonite e un cancro, scelgo la prima. Nella speranza che le cure appropriate mi salvino la vita. Ricordo una frase di Edmund Burke: «La sola cosa necessaria affinché il male trionfi, è che gli uomini buoni non facciano nulla».
insegnante
cavaliere al merito
della Repubblica italiana