Migliaia in coda per la cultura «Scommessa vinta»

L’attesa, lo stupore e l'entusiasmo. Tutti in coda per la cultura, con un serpentone di oltre mille persone che avvolgeva il teatro alla Scala e la curiosità che con il passare del tempo si faceva sempre più intensa. E alla fine la soddisfazione di vedere ripagato il proprio desiderio di conoscere. Sono migliaia i cittadini che hanno trascorso la notte bianca visitando i musei e i luoghi d'arte. Oltre al tempio della lirica sono stati coinvolti dall'iniziativa palazzo Marino, palazzo Reale con la mostra «Helmut Newton. Sex and landscapes», palazzo Clerici, le chiese di San Marco e Sant'Antonio, il Museo di storia naturale e il Castello sforzesco.
Ma anche gli spazi aperti sono stati trasformati in luoghi culturali grazie alla rassegna «Io preferirei leggere» ideata da Massimiliano Finazzer Flory. Dalle 15 di sabato alle 3 di ieri sono stati letti 100 libri in 23 postazioni, ciascuna dedicata a una tematica come filosofia, arte, poesia, letteratura e scienza. E a confrontarsi con il pubblico c'erano intellettuali come Camilla Baresani, Flavio Caroli, Maurizio Cucchi, Debora Hirsch, Predrag Matvejevic, Quirino Principe e Serena Vitale. «È stata una scommessa con la reattività imprevedibile della città - racconta Finazzer Flory - e alla fine l'abbiamo spuntata. Delle tre notti bianche tenutesi finora è stata la meglio riuscita e la meno commerciale, perché è venuta fuori una vera e propria festa di strada. A Roma l'effetto non sarebbe stato così suggestivo, perché la nostra non è una città museale, ma un animale vivo, che si muove e respira. Non è vero che Milano non fa cultura, ma bisogna cercarla nei luoghi giusti. Noi ne abbiamo individuati 23. Da qui si può ripartire per ridisegnare la mappa della metropoli».
Quasi in 2mila, soprattutto giovani, hanno partecipato a «Io preferirei leggere», mentre in 2.800 hanno visitato palazzo Marino, 2.200 la Scala e la chiesa di San Marco, 2mila infine quella di Sant'Antonio. Il record, con 3mila presenze, lo ha conquistato palazzo Reale. «Qualcuno ha sparso la voce che l'ingresso fosse gratuito - spiegano alla reception-. La gente si è fiondata e in molti, quando si sono accorti che bisognava pagare, per non restare a bocca asciutta hanno deciso di entrare lo stesso».