Migliaia alla fiaccolata della solidarietà

Le candele, i cartelli che rivendicano «la libertà di essere cristiani» e una marcia silenziosa per le vie del centro. Così ieri sera alcune migliaia di persone hanno manifestato la loro solidarietà all’arcivescovo Angelo Bagnasco, affrontando in religioso silenzio anche chiassosi episodi di contestazione. Alla fiaccolata, organizzata dal Coordinamento associazioni e cittadini, c’erano famiglie, giovani e anche due frati. Nel corteo, partito alle 21.15 da piazza San Lorenzo, si riconoscevano anche molti esponenti politici della Cdl. Tra gli altri, l’ex governatore Sandro Biasotti, Enrico Musso, candidato sindaco della Cdl, Renata Oliveri, candidata della Cdl alla Provincia, Michele Scandroglio, coordinatore regionale di Forza Italia, Gianni Plinio, capogruppo regionale di An. Dice Matteo Rosso, consigliere regionale di Forza Italia: «Siamo finiti troppo in basso con le minacce al nostro arcivescovo, era un dovere esserci».
Non si è vista invece Marta Vincenzi, candidato sindaco dell’Unione, contraria all’iniziativa.
Gli episodi di contestazione sono iniziati nel cuore del centro storico. Mentre il corteo passava nei vicoli, sono apparse numerose scritte offensive nei riguardi dell’arcivescovo lungo tutto il percorso. Ed è stato proprio nei carruggi che ad un certo punto cinque ragazze si sono affacciate a delle finestre inveendo contro il corteo: «Fascisti - gridavano - vogliamo la libertà». Ma i manifestanti non rispondevano, continuando il loro percorso in religioso silenzio. Qualcuno recitava una preghiera.
Ma il clou del dissenso si è manifestato in piazza Soziglia quando una ventina di giovani dei centri sociali, che sfoggiavano un vistoso striscione con la scritta «Bagnasco vergogna», hanno cominciato ad urlare contro i fedeli in corteo. Fortunatamente, però, la protesta non ha superato i limiti di guardia e alle 10,20 il corteo si è concluso sulla piazza della cattedrale con un lungo applauso generale in onore dell’arcivescovo.
Comunque nella mattinata di ieri sono state scoperte altre scritte. Una, in centro, era firmata con la stella a cinque punte. E anche il centro sociale Zapata ha esposto come promesso uno striscione con la stessa scritta lasciata sul portone del duomo il 2 aprile. È stato quello l’inizio della campagna di intimidazioni all’arcivescovo dopo le critiche ai Dico.
Ieri inoltre è stato anche il giorno della lezione del cardinale Camillo Ruini al Seminario del Righi per la due giorni di aggiornamento al clero delle diocesi. Davanti a quasi duecento sacerdoti e suore, il cardinale ha ripercorso i passaggi teologici più importanti trattati da Joseph Ratzinger prima come cardinale e poi come Papa. Una lezione durata poco più di un’ora, durante la quale - raccontano i sacerdoti, gli unici ammessi alla sala - non ci sono stati accenni alle tensioni di questi giorni. «Alla fine c’è stato un lungo applauso» raccontano i religiosi all’uscita. Il cardinale ha concesso una sola intervista alla tv cattolica Sat 2000. «Sono anni che la Chiesa ha questo problema, ma non può non avere una sua parola su queste questioni che non sono esclusivamente politiche, ma che riguardano l'essere e la vita dell'uomo - ha detto - Anche le polemiche di Genova le accogliamo con grande serenità perché sappiamo che così veniamo incontro ai bisogni della nostra gente e sappiamo di rendere un servizio vero per il bene di tutti».
Alla stessa tv, Bagnasco si è detto dispiaciuto «per questa situazione che certamente non fa bene a nessuno». «Comunque andiamo avanti con molta serenità e fiducia convinti che il buonsenso sia sempre più grande di ogni forma di strumentalizzazione» ha aggiunto.
Per evitare azioni dimostrative, il seminario è stato circondato da decine agenti in divisa e in borghese. Due auto di polizia e carabinieri per tutta la mattinata hanno controllato l’imbocco della piccola salita che porta all’ingresso. Sul cancello di ferro, due carabinieri facevano da ulteriore filtro, davanti agli sguardi un po’ meravigliati di seminaristi e sacerdoti (uno di loro è arrivato in cima alla salita in bicicletta). Due giardinieri con i capelli lunghi sono stati scambiati per dei no global e bloccati (l’equivoco è stato poi chiarito).
Dopo Ruini, ha preso la parola Mario Mauro, eurodeputato di Forza Italia e vice presidente del Parlamento europeo. Mauro ha raccontato la sua esperienza di cristiano in politica, non risparmiando critiche.
L’incontro di aggiornamento per il clero prosegue oggi. L’arcivescovo alla 8.15 sarà alla parrocchia di Santa Maria della Cella per i funerali di monsignor Bartolomeo Ferrari. Poi tornerà al seminario.