Migliaia di Osama vivono tra noi Ucciderlo non ci salverà dall’islam

Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: «Bene. Agli americani gli sta bene». E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d’una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. \
UN MONDO DI CANAGLIE. Preferisco parlare dell’invulnerabilità che tanti, in Europa, attribuivano all’America. Invulnerabilità? Ma come invulnerabilità?!? Più una società è democratica e aperta, più è esposta al terrorismo. Più un Paese è libero, non governato da un regime poliziesco, più subisce o rischia i dirottamenti o i massacri che attraverso i palestinesi il terrorismo islamico ci ha inflitto per tanti anni in Europa. E che attraverso i gregari di Osama Bin Laden ci ha appena inflitto in America. Non per nulla i Paesi non democratici, governati da un regime poliziesco, hanno sempre ospitato e finanziato e aiutano i terroristi. L’Unione Sovietica, i Paesi satelliti dell’Unione Sovietica e la Cina Popolare, ad esempio. La Libia di Gheddafi, l’Iraq, l’Iran, la Siria, il Libano arafattiano, lo stesso Egitto dove i Fratelli Mussulmani se la fanno ancora da padroni e dove Sadat venne ucciso proprio da loro. La stessa Arabia Saudita di cui Osama Bin Laden è suddito sia pure rinnegato, lo stesso Pakistan, ovviamente l’Afghanistan, e tutte le regioni mussulmane dell’Africa. \
MILIARDARIO E MANCATO PLAYBOY. E dove li ha colpiti, il reverendo Osama Bin Laden? Sui grattacieli, sul Pentagono. Come? Con gli aerei, con la scienza, con la tecnologia. E a proposito: sai cosa mi impressiona di più in questo tristo ultramiliardario, questo mancato play-boy che anziché corteggiare le principesse bionde e folleggiare nei night-club (come faceva a Beirut e negli Emirati quando aveva vent’anni) si diverte ad ammazzar la gente in nome di Maometto e di Allah? Il fatto che il suo sterminato patrimonio derivi anche dai guadagni d'una Corporation specializzata nel demolire, e che egli stesso sia un esperto demolitore. La demolizione è una specialità americana. Infatti, se potessi intervistarlo, una delle mie domande riguarderebbe proprio questa faccenda. Un’altra riguarderebbe il suo ultra-poligamo e defunto padre che tra maschi e femmine ha messo al mondo cinquantaquattro figlioli, e che di lui (il diciassettesimo) diceva: è-sempre-stato-tanto-buono. Il-più-dolce, il-più-buono. Un’altra ancora, le sue brutte sorelle che a Londra e sulla Costa Azzurra si fanno fotografare a volto e capo scoperto, nonché con i cicciuti seni e le immense natiche ben in vista grazie alle magliette e i pantaloni eccessivamente aderenti. Un’altra ancora, le sue varie mogli e concubine. Infine, i rapporti che ancora oggi ha con il suo Paese, cioè l’Arabia Saudita. Con quella cassaforte del Medio Oriente che da oltre mezzo secolo ci ricatta col suo fottuto petrolio, la sua avidità, e che da decenni finanzia segretamente il terrorismo internazionale. Gli chiederei: «Sor Bin Laden, quanti soldi Le vengono non da Suo padre e dal Suo patrimonio personale, bensì dai Suoi compaesani, inclusi quelli della famiglia reale?». Ma forse, più che porgli domande, dovrei informarlo che New York non l’ha messa in ginocchio. E per informarlo che non l’ha messa in ginocchio dovrei raccontargli quello che ha detto Bobby, un bambino newyorkese intervistato per caso: «La mia mamma diceva sempre: “Bobby, se ti perdi quando torni a casa, non avere paura. Guarda le Torri e rammenta che noi viviamo a dieci isolati lungo l’Hudson River”. Beh, ora le Torri non ci sono più. Gente cattiva le ha spazzate via con chi ci stava dentro. Così mi son detto: Bobby, se ti perdi ora, qualche persona buona ti aiuterà al posto delle Torri. L’importante è non avere paura». \
AUTORIZZATO AD UCCIDERE.
Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri... Cristo! Non vi rendete conto che gli Osama Bin Laden si ritengono autorizzati a uccidere voi e i vostri bambini perché bevete il vino o la birra, perché non portate la barba lunga o il chador, perché andate al teatro e al cinema, perché ascoltate la musica e cantate le canzonette? Non v’importa neanche di questo, scemi? \
AIUTI AMERICANI AL BARBUTO.
Nel loro cinismo le cicale di lusso applaudivano addirittura gli americani che, rincretiniti dalla paura dell’Unione Sovietica, riempivan di armi l’eroico-popolo-afgano. Addestravano i barbuti e coi barbuti (Dio li perdoni, io no) un barbutissimo di nome Osama Bin Laden. «Via i russi dall’Afghanistan!». Beh, i russi se ne sono andati. Contenti? E dall’Afhganistan i barbuti del barbutissimo Osama Bin Laden sono arrivati a New York con gli sbarbati siriani, egiziani, iracheni, libanesi, palestinesi, sauditi, tunisini, algerini. Contenti? \
ULTIMI FIGLI DI ALLAH.
Ce l’hanno davvero con l’Occidente e basta questi figli di Allah? La domanda vale anche se Osama Bin Laden si converte al buddismo e i Talebani diventano liberali. Perché Osama Bin Laden e i Talebani, lo ripeto e non mi stancherò mai di ripeterlo, sono soltanto la più recente manifestazione di una realtà sulla quale l’Occidente chiude stupidamente gli occhi. Io li ho visti i figli di Allah al lavoro senza gli Osama Bin Laden. Li ho visti distrugger chiese, bruciare crocifissi, insozzare le Madonne e urinare sugli altari e trasformare gli altari in cacatoi. \
AMMAZZIAMOLO, MA NON FINIRÀ. Ecco dunque la mia risposta alla tua domanda sul Contrasto-delle-Due-Culture. Al mondo c’è posto per tutti, dico io. A casa propria tutti fanno quel che gli pare. E se in alcuni Paesi le donne sono così stupide da accettare il chador anzi il velo da cui si guarda attraverso una fitta rete posta all'altezza degli occhi, peggio per loro. \ Ma se pretendono d’imporre le stesse cose a me, a casa mia... Lo pretendono. Osama Bin Laden afferma che l’intero pianeta Terra deve diventar musulmano, che dobbiamo convertirci all’Islam, che con le buone o con le cattive lui ci convertirà, che a tal scopo ci massacra e continuerà a massacrarci. E questo non può piacere né a me né a voi, ipocriti difensori dell’Islam. A me personalmente mette addosso una gran voglia di rovesciar le carte e ammazzare lui. Il guaio è che la cosa non si risolve, non si esaurisce, con la morte di Osama Bin Laden. Perché gli Osama Bin Laden sono decine di migliaia, ormai, clonati come le pecore dei nostri laboratori scientifici. E non sono più i pittoreschi Mori \, sono gli individui che vestiti da professionisti, intellettuali e borghesi, costituiscono il tessuto odierno della Guerra Santa. Sono gli ospiti ai quali insegniamo come si usa un sofisticato computer, come ci si inserisce in una rete telefonica \, come si gestisce una compagnia finanziaria o un sito internet. E anche come si sfrutta il mondo dell’informazione buonista \. I più intelligenti e meglio addestrati stanno a casa nostra, in Occidente. Portano la cravatta, dicono di rispettare il Cristianesimo e di accettare la democrazia, si annidano nei gangli della nostra cultura e vivono nel cuore di una società che li ospita senza discutere le loro differenze, li accetta senza controllare le loro cattive intenzioni e senza penalizzare le loro cattive azioni \. Trattare con loro è impossibile. Ragionarci, impensabile. Trattarli con indulgenza o tolleranza o speranza, un suicidio. E chi crede il contrario è un illuso.