Migliaia in processione con Bagnasco

È un abbraccio corale e gioioso quello che Genova regala al suo Arcivescovo, monsignor Angelo Bagnasco, in occasione della solenne processione eucaristica del Corpus Domini. Più di 5mila fedeli - uomini, donne, tantissimi bambini, suore, scout, associazioni, politici e confraternite - hanno risposto con entusiasmo all'invito che il presule aveva rivolto a ciascuno di loro nella sua prima lettera pastorale durante la Quaresima. «La grande solennità del Corpus Domini, con la sua processione per la città, è un segno della fede e dell'amore dei cristiani per il Sacramento Eucaristico. È anche una testimonianza e un annuncio di speranza per tutti».
Un abbraccio iniziato in una stipatissima chiesa di San Siro da dove quest'anno Bagnasco ha voluto che partisse la processione diocesana per incardinarla ancora di più nel cuore della città. Dopo la celebrazione dei Vespri la processione si è snodata lentamente in via Cairoli, piazza della Meridiana, via Garibaldi, piazza Fontane Marose raccogliendo un po' alla volta i giovani delle parrocchie genovesi con Don Nicolò Anselmi, responsabile della pastorale giovanile, i fedeli delle comunità straniere (presenti per la prima volta) e i bambini delle comunioni davanti a palazzo Ducale. Durante la solennità dodici rappresentanze di fedeli (i «portatori») si sono alternati nel trasporto dell'Arca processionale preceduti dai gonfaloni del Comune, della Provincia, della Regione e dell'Autorità portuale. Alle 19,30 la processione è culminata in piazza San Lorenzo.
«In questa piazza davanti alla divina Eucarestia c'è posto per tutti - afferma l'arcivescovo nell'omelia, sotto lo sguardo vigile dei due uomini della scorta-. Nessuno deve sentirsi escluso: chi ha il dono di una fede ardente e chi la sente come una piccola fiammella; chi è in ricerca della verità e chi è attratto dalla bellezza; chi avverte il richiamo misterioso dello spirito e chi semplicemente ha il cuore pieno di bontà, sente il desiderio del bene e per questo si spende con animo onesto. È come se idealmente questa piazza si allargasse a dismisura e raccogliesse l'umanità degli uomini». Monsignor Bagnasco pone l'accento sul significato più profondo della solennità del Corpus Domini. Che «esprime l'impulso e il dovere di dire a tutti, pubblicamente, che la fede c'entra con la vita sia privata che pubblica». Ricorda «che l'esistenza è una strada verso il cielo per testimoniare umilmente ma fermamente che Cristo è la vera speranza e che in Lui solo trova senso e valore pieno ogni umana vicenda».