Migliaia di terapisti del Lazio avranno l’Albo

Antonino Torre

La Camera ha varato definitivamente, senza alcuna modifica rispetto al testo approvato dal Senato, il disegno di legge con il quale si delega il Governo a emanare i nuovi ordini professionali nella sanità che riguardano le professioni sanitarie non mediche e che interessano all’incirca mezzo milione di operatori, il 75 per cento dei quali dipendenti del Servizio sanitario nazionale. La nuova legge prevede che sia istituito almeno un Ordine per ogni area delle seguenti professioni: infermieristica, ostetrica, tecnico-sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione, aprendo di fatto la porta a sei nuovi Ordini o Federazione di Ordini. «Questo provvedimento - ha spiegato il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi - è l’approdo di una lunga battaglia condotta dalle professioni sanitarie che vedono così riconosciute fino in fondo la loro appartenenza al novero delle professioni intellettuali, con una formazione e un titolo universitario, un Ordine professionale che ne tutela dignità e rappresentatività, una garanzia di qualità che riguarda loro stessi e i destinatari delle prestazioni, cioè i cittadini». Tra questi operatori sanitari, alcune categorie hanno già il loro Albo professionale. Si tratta di oltre 300mila infermieri; 10.500 infermieri pediatrici; 15.500 ostetriche; 21mila tecnici di radiologia; ottomila assistenti sanitari. Mentre quelli senza albo sono: 40mila fisioterapisti; 8mila logopedisti; 3mila ortottisti; 1.200 podologi; 3mila tecnici di riabilitazione psichiatrica; 1.500 terapisti-neuro età evolutiva; mille addetti alla terapia occupazionale; 25mila educatori professionali; 30mila tecnici della prevenzione ambiente e lavoro; tremila dietisti; 2.200 igienisti dentali; 1.200 tecnici audiometristi; 2.500 tecnici audioprotesisti; 1.500 tecnici di neuro-fisiopatologia; 3mila tecnici ortopedici; 2.700 tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria; 30mila tecnici di laboratorio.
Nel Lazio esistono 30mila infermieri di cui 24mila a Roma; 300 podologi di cui 250 a Roma; stesse percentuali anche per i fisioterapisti, i tecnici di riabilitazione, i dietisti e gli educatori professionali calcolati intorno alle 10mila unità.
«Una delle novità - spiega ancora il sottosegretario Cursi - è costituita dal ritorno della funzione di Caposala definita di coordinamento, valida per tutte le professioni sanitarie. È previsto altresì che il titolo universitario sia direttamente abilitante alla professione». «La legge appena approvata - conclude Cursi - è il riconoscimento di attività professionali che attraverso percorsi di formazione di livello universitario ha visto riconosciuto un ruolo e una attività svolte nel comparto sanitario che conferiscono ancora di più ai cittadini un’ulteriore garanzia di sicurezza e competenza con l’obiettivo di poter far raggiungere al sistema sanitario italiano ruoli di eccellenza riconosciuti a livello europeo».