Migliaia verso San Pietro per protestare contro il bavaglio al Pontefice

<br />
<a href="/a.pic1?ID=235047" target="_blank"></a>

Roma - Il centralino di Radio Maria è bollente: ma ieri, oltre alle consuete richieste di preghiere e di aiuto spirituale, gli ascoltatori volevano sapere dell’altro. E cioè se padre Livio Fanzaga stava organizzando qualche pullman per Roma, per l’Angelus di domani, «per essere vicini al Papa». Le telefonate sono una pioggia, anche perché il sacerdote ieri aveva indetto «una giornata di digiuno in preparazione di domenica». L’invito a fare penitenza è stato ripetuto più volte dai microfoni benedetti. E parecchi hanno pensato che all’astensione dal cibo sarebbe seguito il pellegrinaggio.

Invece no, da Radio Maria non partono pullman, non c’è tempo a sufficienza per organizzarsi. Ma domani piazza San Pietro sarà ugualmente traboccante perché all’appello del cardinale vicario Camillo Ruini non risponderanno soltanto i cattolici di Roma (leggi l'appello). Sarà una mobilitazione massiccia, che coinvolge i movimenti, le associazioni, le parrocchie, ma anche tanta gente che non aderisce ai vari gruppi e semplicemente vuole essere vicina al Papa zittito all’università La Sapienza. Un passaparola incessante.
Il tam-tam su internet è intenso. Centinaia di messaggi al forum di Avvenire. Prima notizia su uno dei siti cattolici più cliccati, korazym.org. Discussioni interminabili sui forum virtuali come il Papa Ratzinger blog oppure cattoliciromani.com, dove si rincorrono le adesioni, gli appuntamenti, e anche il rammarico di chi domani alle 12 dovrà accontentarsi di guardare l’Angelus in tv. «Chissà che non si raggiunga una audience da prima serata», auspica un blogger. «Io se posso ci vado a Roma domenica: voglio fare il papaboys e gridare Benedetto». «Devo vedere quanti compiti ha mio figlio... ma se ce la facciamo ci saremo eccome... anzi caso mai lo giustifico!». «Io al professore scriverò: “La prego giustificare mio figlio per non avere fatto i compiti, ma ci siamo recati tutto il giorno a Roma per dimostrare la nostra solidarietà e la nostra devozione a Sua Santità Benedetto XVI”». «A meno che gli insegnanti non siano della stessa stupidità di quelli della Sapienza». «Distanza o no sto organizzando un pullman dalla mia parrocchia. Una dozzina di ore di strada in un giorno sono bazzecole rispetto a quello che devo a questo Papa».
Radio Vaticana ha attivato un numero di telefonino (335-1243317) e un indirizzo mail per ricevere solidarietà, mentre l’indirizzo di posta elettronica della Sapienza è bersaglio di una campagna di proteste. Sul sito firmiamo.it è stata prontamente lanciata una raccolta di firme dal titolo «Difendiamo il Papa e la vera laicità» che in 24 ore ha già superato i 400 nomi. «Sosteniamo Benedetto XVI: libertà!», scrive Paolo Grisorio. «Si difendono sempre le minoranze ma noi maggioranza di italiani che non ci riconosciamo in questi fatti da chi veniamo tutelati?», si domanda Fabio Melotto. Pippo Emmolo assolve gli studenti, «utili idioti di un manipolo di docenti piccoli piccoli, piccolissimi» spalleggiato da Paolo Bramati: «La tristezza è doppia pensando che questi dovrebbero essere educatori».

Lontano da Roma nascono iniziative cittadine. A Milano un maxischermo allestito dal comune trasmetterà l’Angelus in piazza Duomo; a Verona la proiezione avverrà all’interno stesso del duomo scaligero (l’idea è di Cl e della parrocchia) al termine della Messa delle 11. Il Forum delle Famiglie, organizzatore del Family day, ha messo a disposizione un numero di fax e una mail per raccogliere i messaggi di quanti non potranno raggiungere la capitale.

Comunione e liberazione (che ha diffuso una nota intitolata «Sapienza, un’altra vergogna per l’Italia»), ha mobilitato i suoi aderenti e in particolare gli universitari, come il Rinnovamento nello Spirito: «Accogliamo con senso di responsabilità l’invito ad affollare piazza San Pietro per fare sentire al Pontefice la nostra unità di pensiero, di volontà, di condotta, con striscioni, bandiere e canti», dice il presidente nazionale Salvatore Martinez. I focolarini saranno presenti per «contribuire a stemperare il clima d’intolleranza e trarre dalla triste vicenda motivi per un rinnovato impegno al dialogo». Assente il Consiglio nazionale dell’Azione cattolica, riunito a Genova con il cardinale Bagnasco: a San Pietro andranno i soci liberamente. E così anche i seguaci dell’Opus Dei: «C’è fermento nelle varie attività apostoliche - dice il portavoce Giuseppe Corigliano - soprattutto all’università pontificia della Santa Croce e al Campus biomedico di Roma. Ma nessun ordine di partecipare per rispetto della giusta autonomia delle persone».