Miglio: «Le 60mila ore dei ghisa? Ancora poche»

Roberto Miglio, sindacalista dei «ghisa», 60mila ore di straordinario per il referendum?
«E sono poche. Dovrebbero pagarcene molte di più».
Addirittura?
«Facciamo un ottimo servizio».
Non si discute. Ma il conto finale è davvero salato.
«Ci pagano quello che è previsto sindacalmente. Nemmeno una lira in più».
Ma alla fine sono sempre un pacco di soldi.
«Ma il nostro è un servizio essenziale. Un’organizzazione ormai perfettamente rodata. E, infatti, fila sempre tutto via liscio. Non succede mai niente».
Orgoglioso?
«Un lavoro di qualità. Noi rappresentiamo il Comune di Milano. Siamo impegnati per 35 ore di fila e non ci lamentiamo mai. C’è gente di grande esperienza che conosce bene la macchina. E noi facciamo un po’ di tutto».
Per esempio?
«Interveniamo in casi in cui sono nominati presidenti di seggio incapaci di intendere e di volere. Arriviamo noi e sistemiamo le cose. Facciamo un servizio prezioso. Ci paghino».
Un privilegio?
«No. Tribunale e prefettura si affidano a noi perché sanno che lo sappiamo svolgere con grande professionalità».
Spieghi.
«Motociclisti velocissimi portano i dati ai centri di raccolta. C’è il servizio delle auto. Ma rimediamo anche agli errori di tutti».
Onnipotenti?
«No. Ma ai seggi i cittadini si rivolgono a noi. Non ci sono più carabinieri o uomini dell’esercito e il vigile diventa un punto di riferimento per qualunque problema dell’elettore. E nessuno si è mai lamentato di noi».

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