La miglior birra d’Italia è comasca

Fa piacere assistere alla crescita iperbolica della birra artigianale italiana, un'impennata confermata dal concorso dell'associazione di categoria Unionbirrai, unionbirrai.com, con, tra i 30 microbirrifici in gara, diversi nomi assenti un anno fa, segno di un contagio sempre più esteso. E la giuria? Internazionale.
Certo, all'appello mancavano alcuni importanti nomi - solita, congenita incapacità italiana a fare squadra - ma nessuno può obiettare alcunché sul titolo di Birreria dell'anno 2007, assegnato con plebiscito bulgaro al Birrificio Italiano di Lurago Marinone, nel Comasco, di Agostino Arioli, un serissimo pioniere. Oltre al titolo assoluto, per Arioli i premi per la miglior birra a bassa fermentazione sotto i 14 gradi plato, assegnato alla Tipopils, e miglior aromatizzata con spezie e frutta, piovuto sugli aromi di rose, viole, sambuco e pepe sprigionati dalla Fleurette.
Trionfano poi, tra quelle a bassa fermentazione e sopra i 14 plato, la Volpe Rossa del Mostodolce di Prato; l'Afo del Birrificio del Ducato di Busseto (Parma), è la migliore ad alta fermentazione e sotto i 14 e la Reale Extra del reatino Birra del Borgo di Borgorose, miglior alta e sopra i 14. Braccia alzate, infine, per altre 3 birre di categorie particolari: la Chocarrubica del Grado Plato di Chieri (Torino), prodotta con fave di cacao e carrube siciliane, è la miglior birra con altri cereali; i 10% vol. della BB10 regalano al Barley di Maracalagonis (Cagliari), il titolo di miglior prodotto ad alto grado alcolico e quei particolari acidi e legnosi confermano la Barriquée Sour del birrificio Torrechiara dell'omonima cittadina parmigiana la migliore tra quelle acide, affumicate o maturate in legno. E ora al banco.