Il miglior vino al mondo è un Brunello

Non sarà la bibbia del vino planetario, certo che l’annuale classifica delle 100 migliori bottiglie al mondo, stilata dalla rivista americana Wine Spectator, è quella che fa più rumore come è puntalmente successo ieri con l’annuncio che «the best wine» è italiano, toscano per la precisione, il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 prodotto da Giacomo Neri, titolare dell’azienza Casanova di Neri. È la prima volta che oltre oceano viene premiato al top assoluto un vino di Montalcino, certo non la prima per un toscano visto che nella graduatoria che aprì il nuovo millennio brillò il Solaia 1997 di Piero Antinori e nel 2001 la stessa piacevole sorte toccò all’Ornellaia 1998 di Lodovico Antinori. Ma stavolta è più italiano ancora il vino incoronato perché non siamo davanti a uvaggi tra i vari Sangiovese, Cabernet e Merlot, matrimoni azzeccati tra vitigni autoctoni e vitigni internazionali, bensì davanti a un Sangiovese in purezza, uva sempre bizzosa e impegnativa da coltivare e poi esaltare.