Migliorare i processi del business

Valentina Giuli

Convergenza, flessibilità e controllo dei costi. Sono questi i punti-cardine attorno ai quali si muovono le aziende nella scelta dei servizi e delle soluzioni Ict. Secondo una ricerca condotta da Idc, per conto di Cysco Systems e BT, su nove Paesi, inclusa l’Italia, il 75% delle aziende hanno intenzione di migrare verso una rete di comunicazione convergente. Primo obiettivo la riduzione dei costi telefonici, seguita dall’aumento di flessibilità e di produttività e dal miglioramento dei processi di business. In Italia la diffusione della banda larga ha favorito la convergenza e l’abbattimento dei costi. L’Osservatorio Thinktel ha rilevato che il 56% delle Pmi con più di 10 dipendenti dispone del collegamento a larga banda e i benefici sono direttamente proporzionali al numero di anni trascorsi dall’adozione. Elemento fondamentale per sfruttare al meglio l’investimento è l’integrazione tra infrastrutture, contenuti e servizi. I servizi sono dei catalizzatori dei benefici dell’infrastruttura. Per esempio la videocomunicazione e il VoIp (voice over Internet Protocol) sono resi possibili dall’integrazione tra banda larga e Ip. Sempre secondo sull’Italia meno del 20 delle imprese utilizza sistemi distinti di gestione del traffico dati-voce, il 39% prevede nel futuro prossimo di ricorrere all’utilizzo del VoIp. La scelta del provider viene fortemente condizionata da due fattori: i costi di outsourcing e la competenza. Le aziende chiedono di avere prove tangibili della capacità di gestire grandi volumi di traffico e di garantire la continuità dei processi, specialmente durante la fase di innovazione. Passaggio che le grandi realtà preferiscono effettuare gradualmente, mentre le piccole in un solo processo. Una volta avviato il processo innovativo la priorità assoluta è data alla stabilità e alla capacità di individuare in tempi brevi eventuali guasti in rete, per procedere alla riparazione immediata. I servizi di availability delle informazioni e di business continuity sono i più richiesti perché garantiscono alle aziende una produttività crescente. Negli ultimi anni gli It manager stanno dando molto peso, secondo una ricerca condotta da Icm Research per conto del Virtual Network Operator Vanco, alla copertura geografica, che addirittura si colloca, nella classifica delle priorità, al secondo posto, anche davanti a capacità di servizio e affidabilità della rete. Cresce la complessità e con essa anche la percezione dell’importanza dei service provider e della possibilità di dare in outsourcing la gestione del sistema di comunicazione. Secondo Icm dal 2005 a oggi il numero di It manager che non si occupano più della gestione diretta delle reti Wan (Wide Area Network) è passato dal 19 al 30%. Segno che le imprese sono pronte al cambiamento e all’innovazione, sta ai fornitori di servizi offrire ai potenziali clienti soluzioni su misura.