COME MIGLIORARE L’ASSISTENZA AI CARDIOPATICI

L’accordo Pfizer-Regione prevede interventi triennali destinati a ridurre i tempi di ricovero e ottimizzare le cure

Gianni Clerici

Prevenire le patologie cardiovascolari, identificare i fattori di rischio, avvicinare i malati al sistema sanitario, moltiplicare le tecnologie, migliorare la qualità delle prestazioni. Programma certamente ambizioso ma realizzabile se nasce da un accordo tra la Regione Lombardia e la Pfizer, una multinazionale che ha Centri di ricerca in tutto il mondo e che, solo nel 2004, ha investito 8 miliardi di dollari nella ricerca sul diabete e sulle malattie vascolari.
Il progetto, sottoscritto recentemente a Milano, si chiama Progetto Virgilio e durerà tre anni. La Pfizer lo finanzierà con un milione e mezzo di euro. Sono stati resi noti cosiddetti obiettivi primari. Anzitutto il Progetto Virgilio si ripromette di ridurre i tempi di intervento del servizio di emergenza (118) favorendo così un ricovero immediato del soggetto colpito da infarto del miocardio o da ictus cerebrale nelle strutture più avanzate. Servono però nuove linee-guida da destinare ai servizi di cardiologia e nuovi protocolli diagnostici e terapeutici per rendere quei reparti più efficienti. Sono cinque i progetti specifici che verranno realizzati. Il primo si chiama «Stili di guida» e prospetta la necessità di condurre grandi campagne di informazione per spiegare agli abitanti della Lombardia quali sono (a tavola, in ufficio, in palestra) gli errori da evitare. Il secondo si chiama «Sids» e riguarda una patologia di cui si parla poco (per esempio la morte in culla) ma che si possono evitare attraverso precise ricerche sulle cause genetiche e sui fattori di complesse.
Il terzo si chiama «Radici» ed è più complesso. Prevede infatti uno studio approfondito sull’integrazione tra la rete ospedaliera e gli altri servizi distribuiti sul territorio ma anche un migliore rapporto tra i medici di medicina generale e gli specialisti.
Al quarto progetto è stato dato il nome «Telemaco». Intende introdurre la telemedicina in alcuni comuni lombardi lontani dai Centri clinici di eccellenza. Per il momento prevede interventi telematici nelle province di Pavia, Bergamo, Sondrio e Varese. Lo scopo dichiarato è quello di facilitare l’accesso di tutti i cittadini alle prestazioni sanitarie. Sarà infine condotto (ed è il progetto numero cinque) un dettagliato studio statistico su ciò che la Regione Lombardia fa (o non fa) in ambito sanitario. tale studio servirà a conoscere, e successivamente a migliorare, i modelli di assistenza.
Già nel Piano socio-sanitario della Regione Lombardia alcuni obiettivi ora presenti nel Progetto Virgilio erano annunziati. Ora però si andrà a fondo, tanto a livello preventivo, con lo screening della popolazione a rischio, quanto a livello di emergenza (sono previsti molti interventi di defibrillazione, speciali unità di cura per l’ictus e nuove terapie anti-aritmiche). La telemedicina, infine, permetterà di curare a domicilio anche i cittadini più isolati. Il Progetto Virgilio rappresenta una fase importante di educazione sanitaria nel suo insieme.