Il MIGLIORE, UN QUIZ TROPPO LUNGO

Siccome non si vive di sola «allegria!», Mike Bongiorno ha cominciato il suo nuovo quiz (si fa per dire, è un format che gira da tempo in mezza Europa) mettendo le mani avanti: «È un gioco un po' complicato, ma spero vi piaccia lo stesso». In questa frase c'è già la notizia, perché mai l'inossidabile ottimismo del vecchio Mike era sembrato mischiarsi a un accenno di excusatio non petita. In realtà avrebbe potuto aggiungere anche qualche altro elemento di difficoltà con cui si presenta Il migliore (giovedì su Retequattro, ore 21), titolo togliattiano a parte che non è proprio il massimo in casa Mediaset: avrebbe potuto accennare alla lunghezza esasperante (tre ore, il quiz più lungo della storia televisiva), alla povertà della scenografia, alle domande di difficoltà squilibrata tra un argomento e l'altro, forse persino alla mancanza al suo fianco di una presenza femminile, non si sa se per scelta mattatoriale o per ulteriore limatura dei finanziamenti. Eppure, nonostante tutti questi handicap, alla fine Il migliore ha racimolato due milioni e rotti di spettatori, un esito soddisfacente per le aspettative di Retequattro, segno che Mike Bongiorno non perde il suo pubblico anche se forse lui stesso non sa bene cosa fare da grande, se il senatore a vita o il cavallo di rientro in casa Rai, o il quiz di seconda fascia a Mediaset tra qualche mugugno e la speranza di un destino più ambizioso. Intanto la prima puntata è già agli archivi e l'importante era portarla a termine perché a un certo punto il pubblico, passata la mezzanotte, ha cominciato a temere che si trattasse del primo caso di quiz che non finisce più. In gara c'erano venti insegnanti, professori universitari o di scuole superiori, impegnati ad accaparrarsi un premio esiguo in rapporto alle cifre correnti negli altri telequiz (diecimila euro al primo, un week end in una capitale europea al secondo) ma ugualmente allettante per i magri stipendi della categoria (e non a caso il vincitore, interrogato su come avrebbe impiegato la cifra vinta, ha risposto candidamente: «mi pagherò un anno di affitto»). Il migliore è una sorta di ponte tra telequiz della vecchia e della nuova generazione: all'impianto dei quiz più moderni, ricchi di domande a cui si risponde con una serie di opzioni a disposizione, unisce una parte che ricorda l'indimenticato Rischiatutto, con un tabellone suddiviso in materie e la necessità di rispondere senza aiuti, contando solo sulla propria preparazione. In questa prima puntata non sono mancate gaffe e spigolosità tra Mike e alcuni concorrenti, almeno sino a quando il più tartassato tra loro, all'ennesimo accenno alla propria anzianità, non ha messo in riga il conduttore replicando con un secco: «Senti chi parla!».