«Il migliore sistema è quello che serve a eleggere i sindaci»

Roma. «La migliore legge elettorale è quella dei Comuni. Se si deve mettere mano alla riforma, serve un Sindaco d’Italia». L’esponente di Alleanza nazionale Gianni Alemanno ha lanciato la sua proposta alle due coalizioni, che stanno cercando di allacciare un dialogo bipartisan sul modello elettorale dopo il disgelo dei giorni scorsi. «Mentre il referendum si presenta come uno stimolo e una scadenza per mettere mano alla riforma elettorale, è necessario sviluppare il dialogo per fare emergere delle convergenze su modelli rigorosi e vincenti», ha detto l’ex ministro all’Agricoltura, secondo il quale «il Sindaco d’Italia, ovvero l’applicazione a livello nazionale del metodo elettorale dei comuni, è la vera risposta a tutte le contraddizioni e i limiti delle leggi elettorali sin qui sperimentate». «Eleggere il premier nazionale allo stesso modo in cui oggi si elegge il sindaco - spiega l’esponente di An - significa garantire una base di rappresentanza proporzionale, ma un rapporto diretto tra i candidati leader e gli elettori. Un ballottaggio non di collegio, ma sui leader consentirebbe di ridurre al minimo la forza di ricatto delle formazioni minori senza avvantaggiare troppo la sinistra nella sua maggiore capacità di mobilitare l’elettorato. Nessun altro metodo elettorale, né il proporzionale alla tedesca, né la riproposizione del meccanismo dei collegi - ha sottolineato Alemanno - garantisce lo stesso equilibrio tra rappresentatività e governabilità con un netto rafforzamento del valore della premiership. Mi auguro che buona parte della sinistra superi le vecchie diffidenze antipresidenzialiste contro un metodo che ha dato ottimi risultati nei comuni ed è il migliore fra quelli fino ad oggi sperimentati in Italia».