Migranti, nuovo sgombero all'ex centro Baobab

Nuovo blitz della polizia nella tendopoli per migranti allestita dai volontari dell'ex centro Baobab. Tra gli ospiti della tendopoli un cittadino della Guinea Bissau accusato di violenza sessuale e rapina

Circa 98 migranti ospitati nella tendopoli allestita dai volontari del centro Baobab a via Gerardo Chiaromonte, nei pressi della Stazione Tiburtina, a Roma, sono stati sgomberati stamattina dalle forze dell’ordine. Si tratta dell’ennesimo sgombero della tendopoli che da mesi ospita ogni giorno decine di migranti cosiddetti transitanti.

Gli attivisti che si occupano di fornire assistenza ai richiedenti asilo, infatti, si sono trasferiti da qualche settimana nel parcheggio di via Chiaromonte, proprio a seguito dei ripetuti sgomberi delle tendopoli allestite in precedenza dagli stessi volontari a piazzale Spadolini, sul retro della stazione. Ed è proprio in via Chiaromonte che stamattina sono arrivati i blindati della polizia, assieme alle volanti della polizia locale e ai compattatori dell’Ama, per sgomberare il presidio e rimuovere le circa sessanta tende che ospitano i migranti per la notte.

I richiedenti asilo, come riferiscono gli stessi volontari, sono stati condotti all’ufficio immigrazione di via Patini per essere identificati. Ventidue di loro sono stati subito rilasciati perché in possesso del permesso di soggiorno. È stato invece condotto a Regina Coeli, un cittadino della Guinea Bissau, accusato di violenza sessuale e rapina, che si era rifugiato tra i circa cento immigrati che stazionavano nell'area di parcheggio dove è stata allestita la tendopoli. A suo carico era stata emessa, alcuni giorni fa, un'ordinanza di custodia cautelare. Sono ancora in corso, invece, le verifiche delle singole posizioni delle restanti 76 persone.

Secondo quanto riporta Repubblica, alcuni attivisti hanno protestato in maniera pacifica per impedire ai mezzi dell’Ama di distruggere le tende, i gazebo e gli effetti personali dei migranti. “Vogliono buttare via tutto per l'ennesima volta, senza rispetto per i migranti, arrivati a Roma dopo un viaggio estenuante", hanno scritto gli attivisti su Facebook, lanciando sui social la campagna #latendaèmia, per sensibilizzare politici e cittadinanza contro lo sgombero del presidio. "Parliamo di ragazzi che vogliono essere regolarizzati, rimasti fuori dall'accoglienza ufficiale, qui non diamo fastidio a nessuno e non capiamo il senso di questo nuovo intervento", ha commentato Andrea Costa, uno dei responsabili del presidio.

Quello di oggi è il diciassettesimo tentativo di sgombero dalla scorsa estate e per i migranti transitanti l’amministrazione comunale stenta a trovare una soluzione. Dopo la chiusura dell’ex centro Baobab e delle tendopoli di via Cupa e piazzale Spadolini, infatti, la giunta Raggi aveva individuato nel Ferrhotel, un ex albergo per i ferrotranvieri da tempo in disuso, che si trova sul piazzale antistante alla stazione Tiburtina, una struttura adatta ad accogliere i transitanti. Il nuovo centro di accoglienza doveva essere pronto a giugno, ma l’apertura è stata rinviata per ragioni amministrative.

L’appello degli attivisti del Baobab, intanto, è stato accolto dai parlamentari di Sinistra Italiana. Proprio grazie all’intervento del senatore Massimo Cervellini, del deputato Stefano Fassina e della consigliera Giovanna Seddaiu, infatti, scrivono gli attivisti del Baobab su Facebook, i volontari hanno ottenuto “48 ore di tempo per ottenere l'autorizzazione da parte del IV municipio a restare nel parcheggio di piazzale Maslax o per cercare una soluzione alternativa”. I migranti sono quindi tornati nel campo, dove hanno ripreso possesso delle tende e dei propri effetti personali. Gli attivisti hanno annunciato che nelle prossime ore chiederanno alla presidenza del IV municipio e all'assessore alla Persona, Laura Baldassarre, di legittimare il presidio attuale.