Mihajlovic all’ultima chiamata, Firenze sogna Delio Rossi

Sinisa Mihajlovic è spalle al muro. L’ultima spiaggia per l’allenatore della Fiorentina si chiama Genoa, anche se i sondaggi fatti in città lo considerano già un ex. Se non vince coi rossoblù il capolinea dell’avventura con la Fiorentina (poco più di un anno) sarebbe realtà, perché la sconfitta con la Juventus, apice della crisi, ha lasciato il segno. «Ci hanno preso a pallonate nel primo tempo», il laconico commento dopo la partita prima dell’ammissione: «Se non vinciamo domenica si mette male». Il grande cruccio è di non essere riuscito a trasmettere alla squadra il suo carattere e la voglia di lottare.
Eppure la stagione era iniziata bene: sei punti in tre partite. E una squadra che giocava anche un buon calcio, fattore indispensabile per Mihajlovic, come ripeteva durante il ritiro estivo, per centrare l’obiettivo Europa League. Invece nelle ultime cinque partite ha raccolto solo tre punti e il pareggio col Catania insieme al ko di Torino, hanno aperto crepe, per non dire voragini. Prima di tutto con la piazza: i tifosi lo hanno scaricato. Lui ha reagito a muso duro, e a ragione, agli insulti, anche razzisti. La realtà dice che non c’è mai stato feeling.
Le attenuanti non gli mancano: il caso Mutu e l’infortunio di Jovetic l’anno scorso; la querelle Montolivo e un mercato inesistente, quest’estate, con in più il ko di Gilardino. Ma ha la colpa di non aver trovato la quadratura del cerchio. E adesso torna lo spettro della retrocessione: da quando ci sono di nuovo i tre punti due volte la Fiorentina ha fatto meno di dieci punti in otto giornate. Una volta, l’anno scorso, ne ha fatti otto e si è salvata, sempre con Mihajlovic, l’altra è retrocessa nel 2002, dopo 6 punti fatti su 24 disponibili.
È per questo che i tifosi hanno già scelto Delio Rossi, che fa rima con sostanza e sicurezza. Quello che serve in questa fase di pericoloso sbandamento. La società pensa anche a Gigi Delneri, vecchio pallino di Pantaleo Corvino, che però ha il contratto in scadenza con i Della Valle. Che sembrano tergiversare, nonostante la forte delusione per gli ultimi risultati. Ora Mihajlovic starà ripensando anche a quello che sarebbe potuto essere e non è stato. All’estate scorsa, all’Inter sfumata. Potrebbe comunque non riposare a lungo. Da Belgrado rimbalzano voci insistenti: se dovesse finir male alla Fiorentina, il nuovo corso della Serbia sarebbe nelle mani di Sinisa.