Mike Hammer, il più duro fra i «duri»

Di che pasta è fatto lo si capisce dalle prime righe. Pat, capitano della Omicidi, gli dice: «Dovrai andarci piano». E lui, il detective privato Mike Hammer, risponde: «Allora è una sfida! Vediamo chi arriva per primo». La faccenda è molto personale: hanno ucciso a sangue freddo un suo amico, che ha perso un braccio in guerra («colpa di quei maledetti giapponesi»). Hammer fa poi una tirata sulla giustizia lenta e sui cavilli degli avvocati: «La legge è una cosa meravigliosa. Ma questa volta la legge sono io e non ho intenzione di essere freddo e imparziale».
Inizia con questa furia Ti ucciderò, la prima delle più famose storie di Mickey Spillane che l’editore Elliot ha raccolto con il titolo Tre romanzi di Mike Hammer (pagg. 788, euro 26, traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini). Le altre due vicende che hanno come protagonista il duro più famoso d’America s’intitolano Una ragazza e una pistola e La vendetta è mia. Lo scenario è quello newyorkese, dove spesso piove, dove Hammer sa bene di avere «almeno diecimila nemici» ma se ne frega perché in tasca ha il suo «ferro». Spillane (1918-2006) iniziò da ragazzo a inventare storie, affascinando gli amici. Scrisse testi per fumetti celebri come Superman, Batman, Capitan America, Capitan Marvel e La Torcia Umana.
Il primo romanzo, Io ti ucciderò, venne ripubblicato nel 1948 e in soli nove giorni vendette milioni di copie. Il narratore pulp nato a Brooklyn sosteneva di scrivere per soldi. Ne fece tanti: in tutto il mondo dei suoi libri furono venduti 250 milioni di copie. Spillane fece anche l’attore, il collaboratore dell’Fbi e addirittura l’uomo proiettile nel circo Barnum.