Milada

Milada o Mlada (ma nei documenti d’epoca, redatti in latino, risulta anche come Maria di Boemia) visse nel secolo X ed era figlia del duca di Boemia, Boleslao I. Fu mandata in Germania, a Ratisbona, perché vi ricevesse un’educazione consona al suo rango. Al termine degli studi si recò in pellegrinaggio a Roma. Frattanto al trono ducale di Boemia era salito suo fratello, Boleslao II, che le aveva affidato l’incarico di ottenere dal papa l’apertura di una nuova diocesi a Praga. La missione di Milada si svolse verso il 973 e conseguì l’effetto voluto. Milada rimase a Roma, dove entrò nel locale monastero delle benedettine. In seguito il papa Giovanni XIII le chiese di tornare in patria per fondarvi il primo monastero benedettino di Boemia. Milada eseguì e fu suo fratello il duca a far costruire a Praga il monastero. Milada ne diventò, naturalmente, la prima badessa. Il monastero venne intitolato a San Giorgio e sorse all’interno del castello ducale. Milada morì attorno al 994 e fu sepolta nel monastero. In un secondo tempo il suo corpo fu trasferito vicino all’altare della chiesa di Sant’Anna, dove ancora oggi si trova. Adesso consentitemi di approfittare dello spazio rimasto per segnalarvi qualche buon libro di fresca uscita. Cominciamo con Marco Invernizzi e Paolo Martinucci (a cura di), Dal «centrismo» al Sessantotto (Ares). Poi, due firme note ai lettori del «Giornale»: Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, Rapporto sulla Tradizione. A colloquio con il successore di monsignor Lefebvre (Cantagalli). Infine, Luigi Fressoia, Elogio dell’evasione fiscale (Bibliotheca Albatros).