Milan all’attacco: Galliani vede il fratello-manager di Ronaldinho

La trattativa ha l’ok del presidente Berlusconi: "Ci sono buone possibilità di prendere il giocatore"

Milano - Sigillata la delusione per il derby, il Milan ha lanciato ieri lo sprint per arrivare a Ronaldinho. Galeotta nell’occasione è stata la conclusione, felice e inattesa, del drammatico sequestro della sorella di Ricardo Oliveira, tenuta prigioniera dai rapitori 159 giorni e liberata ieri dalla polizia di San Paolo grazie a una telefonata anonima. La notizia è giunta all’attaccante rossonero via telefono con tutti i particolari inquietanti raccontati in diretta dalla stessa sorella, Maria de Lourdes de Oliveira, trovata dalla polizia legata alla testata di un letto in un’abitazione alla periferia di San Paolo: la donna è stata picchiata a più riprese, non ha mai mangiato a sufficienza, ed è stata trasferita da un nascondiglio all’altro. Così si è risolto in Brasile l’ottavo caso di sequestri di parenti di giocatori di calcio, il secondo riguardante una sorella. Di primo mattino a Milano, Ricardo Oliveira, accompagnato da Ernesto Bronzetti e Roberto de Assis, fratello di Ronaldinho ed ex procuratore della punta un tempo del Betis, è schizzato in via Turati, sede del club rossonero, per comunicare a Galliani l’avvenuta liberazione. «Sono felicissimo che mia sorella sia viva e stia bene. Ora voglio impegnarmi negli allenamenti e giocare, per fare sul campo quello che i tifosi si aspettano da me.

Tutto il Milan, dal presidente all’ultimo dei miei compagni, si sono comportati con me in modo esemplare: farò il massimo per ripagare la società dell’affetto ricevuto» le prime frasi dettate dal brasiliano a Milachannel. Da Galliani è arrivata una promessa solenne. «Oliveira rimarrà con noi anche per il prossimo anno» ha dettato il vice-presidente pronto a scommettere sul recupero tecnico e psicologico del discusso attaccante arrivato in sostituzione di Shevchenko. «Finora, a sentire anche il resoconto di Ancelotti, Oliveira si è espresso bene in allenamento. È venuto il momento di farlo anche in partita vera» la sua aggiunta. Non è escluso che Oliveira possa giocare domenica pomeriggio, contro l’Atalanta, al fianco di Ronaldo per dare un turno di riposo a Gilardino stordito dalle vicende di «vallettopoli».

Tutto il Milan è in fermento, in queste ore. Ma la liberazione della sorella di Ricardo Oliveira c’entra fino a un certo punto. È la presenza di Roberto de Assis, fratello e agente di Ronaldinho, a procurare in via Turati le fibrillazioni. Ufficialmente, la sua visita di ieri pomeriggio a Milanello è legata al felice esito del caso personale del suo ex assistito. «Abbiamo ottime relazioni con il Milan e un gran rispetto per la famiglia Berlusconi» le sue dichiarazioni rilasciate a Sky che hanno fatto il giro del mondo e probabilmente fatto scattare l’allarme anche dalle parti di Barcellona. Inevitabile infatti che, dietro le quinte, si sia registrato l’inizio della lunga e complessa trattativa per trasferire dal Barcellona al Milan l’astro della seleçao brasiliana. Non è semplice e non è neanche scontata visto che quelli del Barça stanno affrontando il tema del prolungamento del contratto. Per fortuna del Milan, lo stipendio di Ronaldinho non è un ostacolo insuperabile. Essendo arrivato in Spagna prima della riforma fiscale del 2004 infatti, Ronaldinho ha uno stipendio compatibile con il tetto applicato da Galliani alle prime firme del Milan, Kakà, Ronaldo e compagnia per intendersi, non superiore quindi a 5,5 milioni netti l’anno.

Galliani si è mosso con cautela. In pubblico ha negato ogni collegamento all’affare, in privato ha affrontato gli aspetti più delicati del negoziato. Lunedì sera ha invitato Roberto de Assis a cena, per aprire il negoziato. Ieri sera la compagnia (presenti anche Ariedo Braida ed Ernesto Bronzetti), si è rivista. Non esclusa una visita lampo ad Arcore, residenza del presidente rossonero da cui dipende direttamente l’operazione dal punto di vista finanziario. Rispondendo a un interrogativo del presidente del Milanclub di palazzo Marino, Silvio Berlusconi ha risposto così: «Prendiamo Ronaldinho? Forse, diciamo che ci sono buone possibilità». Più che una promessa, appare una garanzia.