Il Milan aspetta Babbo Natale e anche i gol di Robinho

I rossoneri oggi con il Catania. Allegri: "A fine anno scriverò una letterina con le richieste di mercato". Borriello l’idea. Intanto tocca al brasiliano

Allegri è pronto: deve solo aspettare la sosta di fine anno. «Allora faremo una riflessione con Galliani e scrivereremo una bella lettera a Babbo Natale», la sua battuta. Sarà indirizzata come al solito all’inquilino di Arcore, a Silvio Berlusconi insomma. In quella lettera ci saranno le richieste del Milan per il mercato di gennaio: niente Del Piero, naturalmente («non credo lascerà la Juve adesso»), né altri nomi impegnativi (Tevez, per esempio), più probabilmente un indirizzo italiano che riscuote il reciproco gradimento, Marco Borriello che in pochi mesi di Roma ha perso la Nazionale e il posto da titolare. In quella data, sarà più chiaro il futuro di Gattuso e Cassano, le due pedine perse dal club. «Per Antonio è andato tutto ok, l’intervento subito è una bischerata, speriamo torni al più presto» la frase di Allegri a cui si è aggiunta la chiosa di Galliani, «giorno dopo giorno risalirà la china», tra i più vicini al barese insieme con il dottor Mazzoni («sono diventato esperto di dialetto barese»), dello staff medico rossonero. «L’ho visto bene» ha detto il ct azzurro Prandelli che ha trascorso tre quarti d’ora al Policlinico.

Allegri è pronto a scrivere la lettera, il Milan deve dimostrare d’essere pronto oggi a guadagnarsi la pagnotta dei 3 punti, «anche senza giocare bene» l’annotazione del livornese, a testimonianza di un altro momento di emergenza, testimoniato dall’elenco degli indisponibili tra ko e squalifiche (8 in tutto) e dalla presenza, dopo quattro esclusioni, di Pippo Inzaghi in panchina («sta molto meglio» l’aggiornamento dell’allenatore), all’immediata vigilia della presentazione del suo libro (appuntamento al pomeriggio di lunedì) che non contiene attacchi grossolani ad Allegri. Non è insomma come quello di Ibra («spero me lo regali» la battuta) che non provoca alcuna reazione da parte di Guardiola («lo ringrazio per quello che ha dato al Barcellona»), anzi l’intervento di Pep si trasforma in un abbraccio spedito a Gattuso («torna presto») e allo stesso Fantantonio («mi raccomando non ingrassare, così torni in gran forma» la battuta).

Il Catania non è un cliente semplice. Da tre anni, il Milan non è in grado di batterlo a San Siro: ultimo successo datato 8 dicembre 2008, gol di Kakà. «Le imprese con Napoli, Inter, Juventus e Lazio dimostrano che si tratta di una buonissima squadra» il biglietto di presentazione di Allegri, sinceramente ammirato dal lavoro di Montella («è molto bravo»). Per questo Zambrotta tornerà sull’argine sinistro, Bonera prenderà il posto di Nesta, Ambrosini quello di Van Bommel mentre Emanuelson verrà promosso a trequartista dietro Robinho e Ibrahimovic. Ecco il punto: per piegare il Catania, c’è bisogno di qualche gol e la banale considerazione chiama in causa proprio Robinho, tornato alle abitudini più discutibili, sbagliando conclusioni facili facili.

«Ricordatevi che l’anno scorso firmò 15 reti e un bel numero di assist» la difesa d’ufficio di Allegri che è sinceramente ammirato dalla generosità del brasiliano. «Purtroppo dalle nostre parti è difficile strapparsi una etichetta» è il suo commento alle critiche feroci seguite all’errore di mira tradito a Minsk, in Champions league. Dopo la sosta può tornare Pato, un altro dal gol facile, ma nel frattempo è proprio Robinho che deve darsi una regolata, complessiva. Un solo gol fin qui, la sera del 15 ottobre contro il Palermo, in sei presenze. Un po’ pochino o no?