Il Milan attacca Rivera e Pancalli

da Milano

Tra Milan e Gianni Rivera è guerra aperta. Tra Milan e Luca Pancalli è invece polemica aperta. L’ex golden boy, ospite della trasmissione Sfoghi di calcio su Canale Italia, oltre a incoronare Buffon come candidato numero uno per il Pallone d’oro, aveva anche affermato di «non rivedersi in Kakà e che il Milan era arrivato alla fine di un ciclo: bisogna guardare la carta d’identità e ringiovanire la rosa». Dal calcio alla politica: «Berlusconi ha fatto di tutto per mandarmi via dal Milan e da tempo si muove perché non arrivi al vertice della Figc. Fare il cavalier servente non è da me».
Immediata la reazione del Milan con un duro comunicato apparso sul sito rossonero: «Leggiamo di Rivera. Parla di Milan, ciclo finito, Kakà, l’astio di Berlusconi. I milanisti che hanno amato Rivera sul campo sono tantissimi. Ma il Rivera dirigente cosa ha fatto per il Milan? Visto che lo ha portato due volte in serie B e visto che in Belgio e Brasile ancora sorridono di tenerezza per i mancati affari Ceulemans e Zico, Rivera faccia una bella cosa. Si astenga dal parlare del Milan: dietro la scrivania e alla guida operativa della società, qualche anno fa, di danni ne ha fatti abbastanza. Quanto al ciclo, lasci perdere: non lo ha iniziato lui. E ringrazi chi ama e chi fa il Milan di oggi per avere regalato ai tifosi rossoneri le magie di Kakà». «Fosse per Rivera», conclude il sito, «oggi Ricky giocherebbe sicuramente con un’altra maglia».
Polemica invece con Pancalli che, alle accuse di Adriano Galliani sulla riduzione dell’inibizione al vicepresidente rossonero in sede di Conciliazione, risponde che «non c’era nessun accordo per ridurre la squalifica». Galliani aveva parlato di un’intesa con l’ex commissario Guido Rossi e il suo vice Paolo Nicoletti, ma quest’ultimo, secondo Pancalli, «ha negato l’esistenza dell’accordo: era solo un pour parler».