Milan, Berlusconi è nero Ecco i perché del tracollo

I numeri mostrano la mancata continuità di risultati: e dopo l’exploit nel derby è arrivato il solito crollo. Con l’Udinese in palio i 25 milioni della coppa Campioni

Basta una soffiata di Roberto Maroni, milanista doc e neoministro dell’Interno e si capisce l’antifona. Inutile far finta di niente. «Il presidente Berlusconi questa mattina era piuttosto nero per la sconfitta di Napoli. Ho viaggiato con lui e ha detto che la colpa era solo nostra» con riferimento esclusivo alla squadra di Carlo Ancelotti. Berlusconi nero e Milan rosso per la pesante sconfitta (3 gol più 2 pali) che rimette il pallino della Champions a disposizione della Fiorentina. Da segnalare il grande fair-play col quale si realizza il testa a testa tra i due club. Nell’ultimo fine settimana, in occasione del viaggio del Milan a Napoli, Diego Della Valle, patron dei viola, ha invitato Adriano Galliani nella sua casa di Capri. Il vice Berlusconi ha risposto con un cortese «grazie ma non posso» al fine di piantonare la squadra di cui forse temeva, sotto sotto, un rilassamento: di qui infatti i ripetuti appelli nei giorni precedenti, «di mercato non si parla fino al 18 maggio» spediti più allo spogliatoio di Milanello che agli addetti ai lavori.

Adesso è il momento «di leccarsi le ferite» riconoscono in via Turati e forse anche di riflettere su qualche dato da mettere a disposizione di allenatore e spogliatoio. Da gennaio in avanti, con un solo turno di Champions da giocare (gli ottavi contro l’Arsenal), il club campione del mondo è riuscito a realizzare una sola striscia positiva della durata di dieci partite: dal 27 gennaio, domenica di Milan-Genoa (2 a 0, doppietta di Pato), fino a Empoli-Milan del 9 marzo (1-3, sigilli di Pato, Kakà e Ambrosini), per dieci turni, 8 domeniche più due recuperi infrasettimanali, ha autorizzato sogni clamorosi di rimonta. Alla fine ha raccolto 6 successi e 4 pareggi, 22 punti in totale prima di tornare alla solita musica. E cioè a una mini-serie di successi interrotti da qualche sconfitta, come di recente, prima Torino, Juventus e poi Napoli dopo l’acuto nel derby. È questo il dato di fondo, allora che viene riconosciuto fondato anche dal tecnico Ancelotti e dai suoi collaboratori: il Milan non riesce ad avere continuità per lungo tempo, a stare sul pezzo come si dice in gergo per 2-3 mesi, come pure gli accadde in passato. Ad esempio quando rimontò gli 8 punti di distacco dalla Juve di Capello.

Perciò in discussione, oltre che le singole inadempienze, restano la qualità dei ricambi a disposizione oltre che l’affidabilità del modulo quando bisogna forzare un blocco difensivo monolitico. Il ricorso a Serginho non è un capriccio della panchina ma il risultato diretto di una emergenza (Emerson in Brasile per l’intervento con cui pensano di eliminare il suo problema alla tibia) e di una bocciatura (Gourcuff) definitiva che attiene più al carattere del francese che al suo talento inespresso. Anche Jankulovski è vittima di una lunghissima convalescenza che al momento lo rende utile al 50%: di qui il ricorso, nonostante l’infortunio rimediato nel derby (scontro con Rivas), a Favalli.

La differenza tra Uefa e Champions non è di poco conto, specie per chi deve osservare precetti scrupolosi nel bilancio. Ballano 20-25 milioni di euro di differenza, per capirsi. Con quella cifra si può acquistare Drogba. Eppure le dichiarazioni rese in questi ultimi tempi dal vertice societario non prestano il fianco ad equivoci. «Non cambia il piano industriale della società» è l’impegno d’onore pronunciato da Adriano Galliani in occasione dell’approvazione del bilancio, qualche settimana fa. Da lunedì prossimo tutti questi bei conteggi diventeranno d’attualità. Nel frattempo la speranza è affidata al climna “inglese” del campionato italiano. «Sono convinto che sarà così fino in fondo» è la certezza esibita da Ancelotti, condivisa da Galliani e ripetuta in queste ore da gente del calibro di Seedorf. Piegare l’Udinese, poi, non è così semplice specie dopo le squalifiche, attese (per somma di ammonizioni), di Nesta (al suo posto Bonera con Oddo a destra) e di Gattuso (Brocchi il candidato). Per il resto si prega di rivolgersi altrove. Toro e dintorni.