Il Milan c'è e dà la frustata E Cassano lo fa correre...

I rossoneri tornano al successo contro il Parma: 4 a 0. Doppietta di Robinho Il barese segna e ispira, ricordando Rivera e Donadoni

Milano È una bella frustata al cavallo del campionato. In attesa di quella destinata all'economia del Belpaese, il Milan dà il buon esempio e, messo alle strette dalle cadenze serrate di Inter e resto della compagnia, riesce a rifilare quattro martellate sulla carrozzeria già ammaccata del Parma. Non male per il capoclassifica considerato coinvolto in una mini crisi. È vero, troppo tenera appare la resistenza del rivale per mettere affanno al Milan che torna al successo e lo fa nel suo stadio, senza soffrire altri complessi avvertiti in precedenza, con risultato rotondo. D'accordo la difesa del Parma fatta di burro si scioglie come in padella nel giro di pochi minuti (0 a 2 dopo 17’ della prima frazione) ma è Cassano a dare subito la svolta alla sfida e una impronta alla propria prestazione. Seedorf, arrivato come trequartista, si guadagna il rispetto che si deve all'antico guerriero con il bel sigillo d'apertura (scambio con Ibra), l'altro, Fantantonio, sforna una esibizione delle sue per mettere finalmente la firma nel tabellino e suggerire, nella ripresa, a Robinho, nel frattempo arrivato al posto dell'olandese, le altre due occasioni che mettono al sicuro primato e successo.
Cassano illumina San Siro come fecero in passato campioni del suo stesso spessore, Donadoni per prendere uno del recente passato berlusconiano, oppure Rivera per andare al cuore dei milanisti più datati. Basta coltivare la condizione fisica, collaudarlo senza stancarlo come ha fatto Prandelli in Nazionale, ed eccolo restituito al suo tasso di giocate sempre piene di fosforo e anche di fantasia. Nonostante l'assenza di Pirlo, Allegri non si dispera anche perché ha un vero asso nella manica da mostrare e cioè quel ragazzo tedesco di Merkel che magari non è decisivo come in altre circostanze ma fa tanta legna e corre, marca, copre come sanno fare solo i debuttanti che hanno voglia di conquistarsi un posto al sole.
Il Milan vince largo nonostante il digiuno di Ibra, risparmiato da Allegri nell'ultimo tratto per far scaldare i muscoli di Pato e per far risparmiare al gigante svedese le energie nervose fondamentali martedì contro il Tottenham, in Champions. C'è da inventare il centrocampo nel quale riesce a svettare Van Bommel a dimostrazione che il mercato di gennaio è manna caduta dal cielo per Allegri.