Il Milan a Cagliari obbliga agli straordinari il Pallone d’oro

Kakà era destinato alla panchina (ha disputato due gare col Brasile) ma gioca per l’infortunio di Seedorf

nostro inviato a Milanello
«Kakà, che ha messo le radici nel Milan e non andrà via, ha il phisique du rôle, è il classico bravo ragazzo cui tutti i genitori del mondo vorrebbero dare in sposa la propria figlia. E poi ha fatto cose stratosferiche, con le sue giocate tocca la fantasia degli appassionati di calcio. Dopo Kakà? C’è Pirlo, classe purissima che mi esalta con le sue geometrie». Pensieri e parole del presidente del Milan Silvio Berlusconi che ieri notte alla festa natalizia del Milan, ha commentato quello che tutti speravano: Kakà ha vinto l’edizione 2007 del Pallone d’oro. Un incaricato di France Football ha infatti comunicato al Milan che il prossimo 2 dicembre toccherà al 25enne brasiliano alzare al cielo il trofeo individuale più prestigioso per un calciatore. Anche se il Milan si era cautelato, avendo già organizzato il viaggio a Parigi con un jet privato. E sarà solo l’inizio perché, in questo 2007 d’oro, Kakà vincerà anche il Fifa World Player e chissà quanti altri premi, compreso quello di miglior giocatore del Sud America. Ma lui non ci fa caso, spalanca gli occhioni, non parla, non può parlare perché questa è la rigida consegna degli organizzatori francesi che vogliono creare un clima di suspense intorno al vincitore. Ma Berlusconi guarda anche al futuro: «Seguiamo Zambrotta, ma abbiamo Jankulovski che è molto bravo sia nella fase offensiva sia in quella difensiva. Capello è bravo, dove va vince. E ai nostri tifosi dico che il sogno natalizio di vedere sempre il Milan vincere, sarà esaudito». Ma il Cavaliere ha un pensiero anche per Ronaldo: «Mi ha detto che si sente bene e che ripartirà da Cagliari. Noi contiamo che possa dare quell’apporto che fino ad ora ci è mancato. Ma ricordiamoci che da gennaio ci sarà anche un certo Pato, un ragazzo che ha l’ammirazione di tutti i compagni». E uno per Adriano, negando di essere intenzionato ad acquistarlo: «Mi sono limitato a dire: fatemi il nome di una squadra che non lo vorrebbe. Noi - ha concluso - abbiamo un ambiente straordinario, non abbiamo mai avuto crisi e malumori, non abbiamo mai perso per strada i giocatori». E a Moratti e Mancini sono fischiate le orecchie.
E dopo il giuramento fatto al presidente («Farò il possibile per esserci in Giappone», la promessa di Berlusconi) dai giocatori che gli hanno promesso il mondiale per club, è ancora lo stakanovista Kakà a richiamare l’attenzione. Ancelotti non gli ha dato nemmeno il tempo di riposare e lo costringerà a fare gli straordinari oggi a Cagliari. Destinato alla panchina dopo le due partite di qualificazione mondiale col Brasile, dovrà invece giocare perché Seedorf è bloccato da una contusione al piede e Inzaghi è febbricitante. E poi il grande annuncio del tecnico: «Ronaldo dal primo minuto finalmente. Aspettiamo da lui lo stesso contributo che ci ha dato l’anno scorso. Non ha i 90 minuti nelle gambe, probabilmente non li ha mai fatti con continuità. Ma Ronie vive di sprazzi, alla sua maniera può farli anche tutti e novanta». L’importante è tornare. E il Giappone è lì dietro l’angolo.