Il Milan è Campione del mondo Berlusconi: "Kakà è grande"

Il Milan ritorna sul tetto del mondo. Regolati i conti in Europa col
Liverpool, i rossoneri dedicano lo stesso
trattamento agli argentini del Boca Juniors, travolti con 4 reti a 2,
vendicano la sconfitta ai rigori del 2003. Club più titolato
della storia a livello internazionale: alle tre coppe Intercontinentali
del 1969, 1989 e 1990, si aggiunge il Mondiale Club. <a href="/a.pic1?ID=228085" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Il Cavaliere fa l'elogio di Kakà, Inzaghi e Maldini aspettando Pato</font></strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=228078" target="_blank"><strong>Galliani: &quot;In squadra l'unico insostituibile è Berlusconi...&quot;</strong></a>

Yokohama - Il Milan torna sul tetto del mondo. Regolati i conti, in Europa, con il Liverpool, nella notte di Atene, la squadra rossonera dedica lo stesso trattamento agli argentini del Boca Juniors, travolti con 4 reti, vendica la sconfitta ai rigori del 2003 e diventa il club più titolato della storia a livello internazionale. Alle tre coppe Intercontinentali vinte nel 1969, 1989 e 1990, il Milan aggiunge questo Mondiale per Club - distanziando lo stesso Boca Juniors fermo a quota 3 - portando il computo dei trofei vinti fuori dall'Italia a ben 18. Uno in più rispetto ai rivali argentini, sino a oggi compagni di podio. Rivali, quelli guidati da Miguel Angel Russo, apparsi tosti, come da tradizione, ma incapaci di tenere testa a un Milan - sceso in campo con Maldini e Bonera in difesa e Inzaghi al centro dell'attacco - abile a sfruttare la classe dei suoi singoli e a mantenere alta la concentrazione per tutto l'incontro.

Nello stadio di Yokohama completamente esaurito - con i tifosi arrivati da Buenos Aires a sostenere i propri giocatori incessantemente - Milan e Boca hanno giocato una gara molto tattica e accorta segnata da lampi improvvisi. La prima azione importante della partita è dei rossoneri. Al 5' del primo tempo Seedorf, dalla tre-quarti, lancia in profondità Inzaghi che, spostato sulla destra della rete difesa da Caranta, fa partire un tiro velenoso destinato a spegnersi a lato del palo sinistro dopo avere attraversato l'intero specchio della porta. In precedenza gli argentini avevano provato da fuori area con un tiro di Cardozo finito alto sulla traversa senza arrecare alcun problema alla difesa italiana. La squadra di Ancelotti, in un avvio di gara dai ritmi blandi, mantiene il controllo delle operazioni, gestendo bene i lanci lunghi chiesti da Russo ai suoi per raggiungere la testa di Palermo.

Proprio il centravanti dei gialloblù sudamericani, al 10', non riesce ad approfittare di una indecisione di Dida che fatica a controllare un lancio dalla sinistra, facendo correre un brivido ai tifosi giunti dall'Italia. Fino a quel momento poco brillante, l'incontro si anima come d'incanto al 21' quando Inzaghi sfrutta bene un assist di Kakà dalla destra e, a pochi passi dalla porta, fulmina Caranta per lanciarsi nella sua tipica esultanza. Esultanza, però, che dura lo spazio di un solo minuto: al 22', su cross del difensore Morel, Palacio si incunea indisturbato nella difesa rossonera e di testa supera Dida riportando la partita in parità. Da lì in poi, il Milan mantiene un controllo costante ma senza riuscire a concretizzare la propria superiorità di palleggio e subendo, anzi, un tiro centrale di Palermo, parato senza problemi da Dida. Sul finire della prima frazione, il Milan, comunque, può recriminare su un possibile rigore per un atterramento in area di Ambrosini, giudicato regolare dall'arbitro. In apertura di secondo tempo, il Milan trova subito il modo di riportarsi in vantaggio. Morel atterra Seedorf sull'out di sinistra, Pirlo batte la punizione, Ambrosini non ci arriva ma dietro di lui Nesta (grande prova la sua, vero gigante), al volo, batte per la seconda volta Caranta. Sostenuti dai loro tifosi, tornati a farsi sentire dopo un primo tempo sostanzialmente silenzioso, i rossoneri spingono sull'acceleratore: all'8' della ripresa, Pirlo reclama un rigore per un atterramento in area da parte di Paletta mentre due minuti dopo un tiro di Kakà viene rimpallato al termine di una serpentina ubriacante dello stesso brasiliano. A legittimare il dominio milanista, nemmeno incrinato dal palo colpito da Ibarra da circa 20 metri al 13' del secondo tempo, arrivano il terzo gol segnato da Kakà, al 16', al termine di una incursione in area con conclusione non forte che il portiere non riesce ad intercettare, e il quarto di Inzaghi, al 26', ancora su assist di un Kakà incontenibile. Inutile il secondo gol del Boca, una conclusione di Ledesma deviata nella propria porta da Ambrosini.

E non incidono le due espulsioni che il severo messicano Rodriguez Moreno commina a Kaladze (32') e Ledesma (43'). Al fischio finale di Rodriguez, la festa rossonera comincia intorno a Maldini, capitano e simbolo del club, ad alzare, ancora una volta, una Coppa.