Milan, colpo a sorpresa: Sheva è di nuovo a casa

L'ucraino sarà a Milano già domani. Con il suo arrivo il mercato si è chiuso: la difesa resterà così

Dal Chelsea è in arrivo un rinforzo inatteso per il Milan. Non si tratta però del reclamato puntello difensivo, il serbo Ivanovic, trattenuto a Londra dal veto di Scolari, il tecnico portoghese sbarcato a Stamford Bridge. Udite udite: si tratta di Andrji Shevchenko, l'ucraino rimasto nel cuore del presidente Silvio Berlusconi e di molti tifosi nostalgici.
Il clamoroso sviluppo di calciomercato è di ieri pomeriggio ma l'atto di nascita dell'intesa è da stabilire nel giorno dell'incontro chiacchierato tra il presidente Silvio Berlusconi e Roman Abramovich, avvenuto a villa Certosa, in Sardegna. «Non abbiamo parlato di calcio» la frase del premier arrivato a San Siro per il trofeo intitolato al papà Luigi. Per una volta ha rispettato un segreto. Shevchenko, ora a Kiev per gli impegni con la sua nazionale, è in arrivo giovedì mattina a Milano. Deve firmare il nuovo contratto e definire con i dirigenti del Milan gli ultimi dettagli dell'intesa.

Al momento l'ipotesi di cessione dal Chelsea al Milan è prevista con la formula del prestito gratuito più l'esercizio del riscatto nella prossima stagione a una cifra ancora da fissare, ma non superiore ai 12 milioni. Sheva, disperato per l'ennesima umiliazione subita (esclusione dalla formazione in Premier League), è pronto anche a subire un deciso «taglio» del proprio stipendio (6 milioni di euro al netto delle tasse) pur di uscire da quello che ora definisce «l'inferno inglese» e tornare a Milanello tra volti amici, nella sua vera famiglia calcistica. Lo immagina come il paradiso perduto: chissà.

Le fonti ufficiali del Milan, il vicepresidente Galliani e il dg Braida per intendersi, non confermano e non smentiscono, come nei momenti chiave durante i quali cedono il passo alla volontà del presidente. L'operazione nasce infatti in Sardegna sotto la pressione delle telefonate di Shevchenko a villa Certosa e l'insistenza nei confronti di Abramovich spinta fino al punto da minacciare una clamorosa fuga da Londra e dal club.

L'arrivo di Shevchenko, questo l'aspetto tecnico più rilevante, di fatto chiude la porta a qualsiasi altro rinforzo destinato alla difesa di Ancelotti, indebolita dall'infortunio di Nesta (Kaladze è in ripresa e vicino al recupero). L'ucraino, infatti, dal punto di vista del tesseramento, viene considerato a tutti gli effetti extracomunitario e perciò occupa l'ultima casella resa libera dalla partenza di Cafu e Serginho.

Ivanovic resta a Londra, il Milan deve arrangiarsi (bloccato per infortunio anche il trasferimento di Digao allo Standard Liegi) in quel settore delicatissimo mentre Shevchenko si libera dalla schiavitù del Chelsea per riacquistare la libertà e la squadra con cui segnò una valanga di gol, 176 il conteggio totale, ne mancano 40 per far saltare il record storico di Nordahl. Spera di ritrovare a Milano tutto ciò che aveva perso con il trasferimento: la felicità, il gol, l'abitudine a giocare da titolare, il ruolo da protagonista.

È difficile che possa trovarlo, dopo aver penato per due anni ed essere rimasto più a guardare che a giocare. Per sfoltire i ranghi, verrà ceduto Paloschi, il piccolo Inzaghi promesso al Bari di Antonio Conte e fermato dagli infortuni toccati a Pippo stesso oltre che a Borriello.

Con Sheva al Milan, in prestito, si conclude il mercato del Milan all'insegna del cuore grande più che del razionale potenziamento. Gli arrivi di Zambrotta, Flamini e Ronaldinho sono dei pilastri di cemento armato: serviva riparare il tetto scoperto dal crac alla schiena di Nesta. Dopo il no a Ivanovic, non resta che fidare sulle possibilità di Bonera, stasera titolare in Nazionale. In circolazione, di elementi italiani, non c'è altro di meglio segnalano in via Turati.