"Milan, corri di più Pirlo deve giocare"

Ancelotti: "Serve grinta in difesa. Questo gruppo sa gestire le sfide difficili. Ma il carisma di Gattuso è impagabile"

nostro inviato a Milanello

Caro Ancelotti, cosa non ha funzionato a Palermo?
«Non ha funzionato niente. Abbiamo corso meno degli altri. Punto. Non c’è da fare nessun ribaltone».
Cosa succede a Pirlo e ad Ambrosini?
«Pirlo ha giocato in condizioni fisiche non ottimali perché reduce dall’infortunio muscolare e perché penalizzato da un dolore alla tibia. Non solo: per via della coppa Uefa non ho avuto il tempo per testare lo stato di Pirlo e Ambrosini nel corso di allenamenti intensi e tirati».
Perché allora li ha schierati tutti e due?
«Perché non avevo molte alternative a centrocampo a causa del ko di Gattuso».
Ma adesso con Pirlo come si comporterà?
«Pirlo ha bisogno solo di giocare e di recuperare la condizione».
Cosa succede alla difesa, 7 gol subiti in 7 giorni?
«A Palermo la difesa è stata poco aggressiva e l’attacco è rimasto statico, dopo l’uscita di Pato. Ripeto: non ha funzionato niente. Le prossime sfide ci diranno se si è trattato di un episodio isolato oppure no».
Perché ha schierato Maldini, tenendo Kaladze in panchina?
«In questo settore avevo le alternative e ho scelto Paolo».
Se ne sono accorti tutti: il Milan senza Gattuso perde: come mai?
«Rino è importante per il Milan più che per la corsa o per l’aspetto tattico per il carisma che esercita nei confronti dello spogliatoio».
Può essere che Kakà soffra per il fatto di essere condannato a sacrificarsi e quindi a giocare lontano dalla porta?
«Se abbiamo dei problemi in difesa, non dobbiamo trovare in Kakà il responsabile, visto che a Palermo, tra l’altro, non c’era. Qualche segnale d’allarme l’avevamo avuto già a Torino, nel secondo tempo».
Caro Ancelotti, lei aveva promesso ai tifosi milanisti per Natale di rosicchiare punti all’Inter: sono diventati 6. Calendario alla mano, rischiano di aumentare...
«Non mi aspettavo di perdere altro terreno ma non sono preoccupato: per questo gruppo è stato da sempre più semplice gestire le sfide più complicate».
Ranieri e la Juve han ripreso coraggio: pensano di diventare loro l’anti-Inter...
«Mai immaginato che la Juve fosse fuori dai giochi per lo scudetto. Andremo avanti per molto tempo insieme anche se al momento l’Inter è sicuramente avvantaggiata».
È stato mai sfiorato dall’idea di cambiare registro tattico?
«No, quello di Palermo è lo stesso Milan capace di realizzare sul campo 12 successi su 16 partite».
L’arrivo della coppa Italia può aiutare a dimenticare Palermo o rappresenta un problema?
«Meglio così, c’è la possibilità di voltare pagina e rialzarsi subito. Non solo».
Non solo cosa?
«Grazie al nuovo regolamento, giochiamo in casa sia gli ottavi, contro la Lazio, sia gli eventuali quarti. Questo significa che possiamo arrivare in semifinale sfruttando il fattore San Siro».
Anche la Lazio non se la passa bene...
«È in un momento difficile, la squadra di Rossi ha perso forza e anche un po’ di convinzione nei propri mezzi».
Nel Pallone d’Oro Kakà è ottavo davanti a Ibrahimovic...
«Ibrahimovic potrà vincerlo la prossima volta».
C’è bisogno di ricorrere al mercato, a gennaio?
«Lo escludo al 100%».
E allora di cosa ha bisogno il Milan?
«Né di uno spirito nuovo, né di rivoluzione ma solo di lavorare sodo e di avere ottimismo».