Milan in crisi, l'Inter si avvicina Colpa di Allegri o degli arbitri?

Fa discutere il gol tolto a Zlatan e quello di Pazzini col Lecce. S'infiamma il dibattito sulle &quot;colpe&quot;. <strong><a href="/sport/la_fiorentina_scappa_doppio_totti_riprende_e_linter_prepara_loperazione-aggancio_milan/calcio-fiorentina-serie-montella-totti-mihajlovic-roma-mutu/20-03-2011/articolo-id=512671-page=0-comments=1" target="_blank">L'ultima giornata del campionato</a></strong><br />

Dentro, la rabbia che schiuma e arriva fino a coinvolgere l’Inter, Pazzini e anche Brighi, l’arbitro di Milan-Bari. Fuori il pessimi­smo cosmico di critici e tifosi che finisce per mettere addirit­­tura sotto processo Allegri, qua­si fossero suoi i peccati commes­si nell’ultima settimana dalla ca­polista investita da un improvviso malessere. Da qui al derby di saba­to 2 aprile, lungo due settimane chi­­lometriche, il Milan sembra destina­to a vivere sui carboni ardenti, rosola­to dall’entusiasmo che proviene da Appiano e condizionato dalla de­pressione del proprio distretto, Mila­nello.

Finita la sfida di San Siro, quelli del Milan si sono scambiati appena qualche telefonata (tra Galliani e Al­legri) mentre grazie a Sky e Mediaset premium è partito il paragone televi­sivo tra il gol tolto a Ibra e quello con­cesso a Pazzini col Lecce. Galliani è rimasto in rigoroso silenzio, Allegri ha preferito staccare il telefono ma la conclusione, proveniente dal porta­voce del club, è stata la seguente: il gesto tecnico è identico, i fischi dei due arbitri diversi, a parti invertite si sarebbe potuto anche verificare che Ibrahimovic giocasse il derby dopo aver steso il Bari e Pazzini ne rimanes­se fuori essendo diffidato. Sullo sfon­do il diverso impatto di Orsato e Bri­ghi, autore, questo sì, di un referto “carogna”contro Ibra a giustificazio­ne delle tre giornate di squalifica. Co­me si capisce al volo, è una questione da dottor sottile che va dritto alla pe­na che da qualche giorno ha schiac­ciato il cuore del Milan tutto: la perdi­ta secca del gigante svedese.

Che, tra l’altro, avendo sommato l’ammoni­zione per quel gol poi annullato, si ri­trova anche, una volta completata la squalifica, a ripartire da una diffida. Questo è quel che succede dentro il Milan. Come confermano le parole di Gattuso: «Il campionato è riaper­to. Cos’ha l’Inter più di noi? La con­vinzione ». Fuori c’è un altro incen­dio che rischia di fare danni. E che riguarda l’allenatore Allegri, messo sotto accusa, a volte anche a spropo­sito. Gli attribuiscono ogni errore, dallo schieramento di partenza (in particolare Seedorf che invece è sta­to tra i migliori a Palermo) fino ai cambi, necessari e scontati tra infor­tuni (Jankulovski), ammonizioni (Van Bommel) e necessità di rimon­tare lo 0 a 1. Due sono invece i rilievi che Allegri può e deve meritare, accu­mulati negli ultimi giorni: 1) aver con­solato l’ambiente segnato dall’effet­to panico per la marcia nerazzurra; 2) aver fatto poco per rimediare alle partenze pigre, macchinose del Mi­lan, sia col Bari che col Palermo (i due primi tempi da cestinare).

«Ci giochiamo tutto nel derby: era così prima, sarà così anche ora» è la sua visione del duello tricolore dopo il meno 2 che non tiene conto di un al­tro deficit, segnalato dalla prova di Palermo. E che attiene, questa volta, alla condizione fisica. Tra Bari e Pa­lermo, anche nel secondo tempo col Tottenham e a Torino contro la Juve, s’è persa traccia del Milan preceden­te, laborioso, cinico e anche prepo­tente dal punto di vista fisico, capace per esempio, a Catania, in 10 contro 11, di acciuffare la vittoria. Lo scadimento più clamoroso è da mettere sul conto di Mark Van Bom­mel, detto “il maresciallo” che pro­prio contro Bari e Palermo è stato re­sponsabile di due gravi amnesie. So­no costate quattro punti, addirittura. Col Bari non si è accorto di Rudolf che sotto gli occhi si sfilava via per an­dare a prendersi un assist su punizio­ne di Almiron, col Palermo ha trac­cheggiato troppo attaccato al palo di Abbiati, lasciando che Goian bucas­se il fuorigioco e addirittura alzando la mano, senza intervenire sul difen­sore rosanero.

Qui Allegri, diciamolo subito, non ha responsabilità diret­te: non ha preferito l’olandese a Pirlo o ad Ambrosini, che sono ko. E anche su Cassano la sua scelta è obbligata: per portarlo su in vista del derby ave­va il dovere di farlo giocare nella spe­ranza che il pibe di Bari possa rag­giungere uno straccio di condizione. Nemmeno dall’infermeria le noti­zie per il Milan sono rassicuranti. Jankulovski può aver chiuso a Paler­mo la sua stagione appena comincia­ta in modo brillante col Napoli a fine febbraio: solo i controlli clinici po­tranno confermare la lesione dei le­gamenti del ginocchio. Meno allar­mante la diagnosi sulla distorsione alla caviglia sinistra rimediata da Pa­to: dovrà stare fermo 10 giorni, dico­no dallo staff sanitario. Salterà così la convocazione con la Seleçao prevista per fine settimana e potrà dedicarsi a un recupero. Indispensabile. Contro l’Inter è l’unica freccia a disposizio­ne di Allegri.