Milan e Inter: «Per i tifosi servono più autobus»

Presto un tavolo con il Comune per snellire il traffico domenicale

Obiettivo snellire il traffico, evitare gli ingorghi domenicali e diminuire l’inquinamento. In una parola permettere ai tifosi di andare e tornare dallo stadio con i mezzi pubblici. Proprio per questo entro fine anno i vertici di Milan e Inter chiederanno al Comune si sedersi attorno a un tavolo per pianificare un aumento della frequenza di bus e metrò. Quanto verranno incrementati? «Non siamo in grado di dirlo - risponde Alfonso Cefaliello, rappresentante del Milan nel consorzio San Siro - proprio per questo ci siederemo attorno a un tavolo. Certo è che il problema è più sentito all’uscita dello stadio, quando i tifosi escono tutti insieme, mentre all’andata arrivano scaglionati. Per quanto riguarda il tram, inoltre, c’è anche da dire che il 15 fa capolinea proprio sul piazzale dello stadio, sarebbe difficile aumentarne ulteriormente la frequenza, mentre il discorso vale sicuramente per i bus e per la metrò».
A complicare ulteriormente la situazione, infatti, sono i parcheggi attorno al Meazza che sono insufficienti e il blocco delle auto creato dai vigili nel tratto che precede San Siro: crea traffico, che si sovrappone, la domenica, a quello del rientro dal week end.
«La maggior parte dei tifosi va allo stadio in macchina - replicano da Atm - proprio perché allo stadio non vanno solo i milanesi, ma i lombardi, che non potrebbero venire con i mezzi. Inoltre, non abbiamo ricevuto nessun tipo di segnalazione da parte di tifosi che si lamentano per l’insufficienza dei mezzi». Eppure mercoledì scorso i tifosi erano furibondi: avendo aspettato intere mezze ore gli autobus.
Diversa la situazione d’estate quando San Siro ospita i mega concerti: in quel caso Atm prolunga l’orario di servizio, grazie al finanziamento dei promoter, che così facendo pagano gli straordinari dei conducenti. Perché non proporre una cosa del genere al Comune? Milan e Inter, le due società che hanno in gestione il Meazza fino al 2030 non ci pensano proprio. «Noi paghiamo l’equivalente di 14 miliardi delle vecchie lire per un anno di concessione, collaboriamo con Amsa per la pulizia del piazzale - risponde Cefaliello - mentre è il Comune che incassa il viatico dagli ambulanti, mica noi. Inoltre chi paga non può mica decidere la frequenza dei mezzi». Dello stesso parere l’Inter: «Sul pagamento - risponde il segretario generale Luciano Cucchia - io non sono assolutamente d’accordo».