«Milan e Inter a San Siro» Il Comune in contropiede

La prima volta che si parlò del «quarto anello» per San Siro era il 2004. Una società di consulenza mise sul tavolo dell'allora sindaco Gabriele Albertini un progetto che imitava i modelli di stadio made in Usa: cinema, negozi, bar dove i tifosi, le loro mogli o i ragazzi anche fuori dai weekend di campionato spendessero tempo e soldi extra-partite. Sono passate le giunte Moratti e metà del mandato Pisapia. Dieci anni di mini aperture e grandi dietrofront. Un anno fa, ad agosto, l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani annunciò che il club rossonero e l'Inter, che insieme gestiscono il Meazza, erano pronti ad acquistare da Snai l'area dell'Ippodromo del trotto ormai abbandonata al degrado per realizzare il famoso «quarto anello», una «cittadella dello sport con cui San Siro diventerà una cosa favolosa». Parcheggi, negozi, ristoranti. Galliani annunciando la trattativa in corso con Snai, proprietaria dell'area confinante con lo stadio, riferì che il Comune era «assolutamente d'accordo». La risposta del vicesindaco Ada Lucia De Cesaris? «Sono idee a noi sconosciute e ben lontane dal progetto di riqualificazione che il Comune ha iniziato a discutere con gli operatori del trotto, Snai e la città».
Nove mesi dopo, la linea del vicesindaco è decisamente cambiata. Intanto ieri ha precisato fuori da ogni dubbio che «l'area dell'Ippodromo non è coperta da nessun vincolo paesaggistico». Poi ha rimarcato che lo stadio di San Siro «è stato ed è per noi una grande risorsa strategica, è anche un bell'immobile, dove giocano le nostre squadre, stiamo facendo importanti interventi di riqualificazione per ospitare la Champions League nel 2016». Invece «la vecchia area del trotto è in stato di abbandono, ha bisogno di essere riqualificata e rifunzionalizzata». Come? «Non ci saranno speculazioni edilizie» è la premessa alle bordate degli ambientalisti in arrivo. Ma «deve diventare una grande area al servizio degli sport vicini, ossia l'ippica e lo stadio. Va destinata a spazi per il tempo libero, lo sport, eventi, con molto verde ma anche attività commerciali». Dunque, «il Comune è aperto a ipotesi di allargamento» se di quarto anello di San Siro si intende parlare, e «non credo - aggiunge - che Snai si tirerebbe indietro, vedremo cosa vogliono fare le squadre».
In mezzo, tra l'annuncio di Galliani nell'agosto 2013 e ieri, la conferenza stampa di presentazione del protocollo d'intesa tra Comune, Snai e la società Trenno per riprendere l'attività del trotto con una nuova pista per le corse all'interno delle aree della «Maura» (obiettivo 2015 ma sui tempi nessuno degli attori si sbilancia), ci sono state le ipotesi di trasloco da parte dei club. L'Inter ha progettato un nuovo stadio ma dopo l'arrivo di Thohir è tornato momentaneamente sui suoi passi. Il Milan si è candidato con il bando del post-Expo a realizzare un nuovo impianto sull'area di Rho-Pero dopo l'evento. Se la spartizione fin qui ipotizzata - Milan a Rho e Inter unico inquilino di un San Siro ammodernato - andasse in porto, spetterebbe ai nerazzurri aprire un tavolo con Snai e Comune. Il progetto del quarto anello potrebbe rimescolare le carte? L'ad di Snai Giorgio Sandi assicura che la società «è pronta a discuterne, ma ad oggi non abbiamo offerte dai club».