Milan e Juve promosse L'Inter resta all’asciutto

La prima notte da grandi. Doppietta di Seedorf, Abbiati super: i rossoneri vincono sempre ai rigori. Inter senza gol, beffata da Iaquinta. Ultrà già in forma: insulti per tutti. Ancelotti risponde. Lo stato di salute di <strong><a href="/a.pic1?ID=279678">Inter</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=279682">Milan</a></strong> e <strong><a href="/a.pic1?ID=279679">Juventus</a></strong>

Torino - Il trofeo l’ha vinto il Milan che ha battuto ai rigori prima la Juve poi l’Inter, in mezzo tante storie a prescindere, figurarsi poi se si danno appuntamento in tre, stessa ora, stesso impianto, fine luglio, tanta gente, la stampa che carica, partitelle le aveva chiamate Mourinho.

Ma c’era tanta ruggine. Ranieri non lo dice in giro ma il portoghese è quello che si è seduto sulla sua panchina il giorno dopo l’esonero al Chelsea. Poi Mourinho ha vinto quasi tutto, ma a Ranieri nessuno toglierà mai dalla testa che era tutto merito suo, non ha mai toccato l’argomento fino a quando il portoghese si era detto sorpreso dallo scarso rendimento di Tiago, suo ex al Chelsea: basta fare questo e quest’altro e il suo rendimento salirà a mille. A Ranieri l’intervento a gamba tesa non era piaciuto moltissimo ma aveva fatto il simpatico: «Mourinho ci insegnerà un mucchio di cose». E poi c’è stato il siparietto pre derby ancora fra Mourinho e Ancelotti: «vengo io ad Appiano o vieni tu a Milanello?».

Tutto questo girava sopra l’Olimpico ieri sera, compresa una certa apprensione da parte della dirigenza Juve per capire come i tifosi avrebbero accolto Dejan Stankovic.
Insomma un prologo degno, poi sul campo dopo undici minuti, Juve e Milan erano già sul 2-1, legnata di Seedorf dalla lunghissima distanza che s’infila all’incrocio senza perdere di potenza, pareggio immediato di Trezeguet e raddoppio di Marchionni. Nessuna colpa di Buffon, gravi quelle di Kalac che subisce un tunnel sulla prima rete e rimane pietrificato sul colpo di testa di Marchionni. Non benissimo dietro il Milan, Kaladze giù di condizione ha sbagliato abbastanza, ha retto Bonera, Zambrotta anonimo, Kakà triste senza i suoi amici di Pechino ma con questo Seedorf niente è impossibile. Due reti del suo celeberrimo repertorio che hanno lasciato tutti in silenzio e in porta dall’altra parte non c’era Kalac.

La Juventus ha giocato di più, il Milan meglio, ha raggiunto il pareggio a due minuti dalla fine senza dover accelerare, squadra più matura, la differenza si è vista nonostante i diversi tempi di preparazione. Non che la Juventus ne sia uscita male, anzi, ma Trezeguet si è visto solo in occasione del gol, Tiago resta un corpo assolutamente estraneo al resto del gruppo, non gli danno il pallone e lui fa poco per prenderlo, Sissoko si è trovato frequentemente unica barriera in mezzo al campo. Dal dischetto Trezeguet calcia alto, Tiago concede il riscatto a Kalac che ha parato l’unico rigore della serie. Ma c’è stato anche un momento antipatico quando la curva bianconera ha ricordato a Carlo Ancelotti il motivo per cui non poteva allenare a Torino. Ancelotti fino a quel momento compostissimo in panchina è uscito dalla sua buca e ha alzato il medio.

Detto questo il Milan ha subito azzerato le ambizioni juventine costringendo i ragazzi di Ranieri a giocarsi la seconda contro i campioni d’Italia dell’Inter. Alle 21,45 è iniziato il battesimo dell’aria di Josè Mourinho. Primo quarto d’ora nerazzurro, bene Adriano, male Materazzi che lascia il campo per risentimento muscolare alla coscia sinistra proprio mentre la curva Scirea lo insulta pesantemente. Insulti anche a Zambrotta, razzisti quelli a Stankovic che entra per sostituire Materazzi con Cambiasso che si trasferisce in mezzo alla difesa accanto a Burdisso. Scossa dall’andamento della serata la Juve è nervosa, Ranieri nota un Amauri al limite di una crisi di nervi, lo sostituisce dopo circa 20 minuti e il brasiliano per tutta risposta getta a terra la maglietta, gesto comprensibile: seconda ferita alla testa nel giro di dieci giorni, questa volta dopo uno scontro con Vieira. L’Inter non è tranquilla dietro, la Juve ne approfitta, cresce e segna con Iaquinta svelto a uscire dalla metà campo su lancio di Legrottaglie.

Succedono altre cose ma il risultato non cambia e la partitella è della Juve. Il Milan ringrazia Seedorf e un gioco memorizzato anche da chi gioca saltuariamente, l’Inter è nella voragine dell’emergenza difensiva che potrebbe costringerla a chiudere operazioni in stand by come il ritorno di Ferrari, la Juve si è risvegliata dopo le due vittorie europee.