Milan e Juve, siamo alle figuracce Ancelotti: "Stop, vacanze finite"

Il Chelsea rifila cinque gol ai rossoneri, l’Amburgo tre ai bianconeri. Il tecnico del Milan accusa Kalac e la difesa. "Non basterà Nesta"

Quando Peter Cech, estremo difensore del Chelsea, ha toccato per la prima volta il pallone, tutti gli spettatori presenti al Lokomotiv Stadium di Mosca hanno messo mano all’orologio: era da poco passato il 70’ e quella era la prima volta che il Milan timidamente si affacciava nella metà campo del Chelsea. Decisamente troppo poco, anche per un’amichevole di inizio stagione.

Quando all’Emirates Stadium di Londra, l’attaccante dell’Amburgo Olic ha infilzato per ben due volte il portiere bianconero Chimenti nel giro di tre minuti (dal 45’ al 48’ della ripresa), gran parte degli spettatori si sono domandati se i bianconeri avessero deciso di scendere negli spogliatoi con qualche istante di anticipo rispetto al triplice fischio finale. Decisamente troppo, anche per un’amichevole di inizio stagione.
Due immagini, identica figura barbina: il Milan ne prende cinque dal Chelsea, la Juventus tre dall’Amburgo.

Adesso la parola d’ordine diventa guardare avanti. «La brutta figura rimane, ma speriamo che le vacanze siano finite oggi», la frase con cui Ancelotti chiude il capitolo moscovita del suo Milan, ancora troppo in formato balneare. «Oggi - spiega il tecnico - ci sono stati un atteggiamento e un’attenzione sbagliati nel confronto di un’amichevole importante». In casa Milan dunque, non si può chiudere gli occhi di fronte a una nuova sbandata del pacchetto arretrato, già colpito in maniera preoccupante per ben due volte dalla Juve nel trofeo Tim: Kalac sbaglia a ripetizione, prima infilato in mezzo alle gambe da una punizione di Lampard dalla trequarti, quindi lisciando come nel peggior oratorio di provincia un retropassaggio di un compagno, spalancando a Nikolas Anelka (poker di reti per lui) le porte del momentaneo 3 a 0. Nel mezzo, il maldestro tentativo di rinvio di Favalli che con un colpo di nuca serviva ancora al francese del Chelsea un pallone da calciare comodo, comodo alle spalle di Kalac, per una volta incolpevole. Tutto questo quando erano passati solamente 19 minuti dall’inizio dell’incubo rossonero e un nuovo capitolo della saga «Kalac, Dida, Abbiati: una porta per tre» era appena stato scritto: «Dida giocherà la prossima amichevole, poi vedremo. C’è tempo per valutarli fino al 31 agosto, poi decideremo», la chiosa ancelottiana.

Eppure il brutto sogno rossonero può essere parzialmente giustificato da una formazione ampiamente rimaneggiata, dove Ambrosini è costretto al ruolo di prima punta (Pato e Ronaldinho sono impegnati con la nazionale olimpica, Kakà, Inzaghi e Borriello fermi ai box, Paloschi tenuto in panchina per tutto il primo tempo), Pirlo regista alle sue spalle, Jankulovski e Zambrotta avanzati a esterni di centrocampo, e difesa - orfana di Nesta - con Bonera, Simic, Maldini e Favalli, e nessuno dei quattro sicuro di un posto da titolare il prossimo 30 agosto, al via del nuovo campionato. E anche chi vede in Nesta il «salvatore della patria», rischia di prendere un grosso abbaglio. «Il gioco in attacco non fa testo a causa delle numerose assenze - prosegue Ancelotti -, ma dobbiamo certamente lavorare sulla fase di difesa. Anche se rientrerà un giocatore importante come Nesta, non credo che lui da solo possa risolvere tutti i problemi. Sarà necessario che tutti siano più concentrati, più attenti, in modo da concedere meno. La mancanza degli attaccanti ci permetterà di lavorare sulla difesa che in questo momento è troppo lacunosa».

Non splende il sole nemmeno dalle parti di Torino, l’Emirates Cup è sfuggita, restano soltanto i tre gol dell’Amburgo e un paio di acciaccati: Knezevic e Molinaro sono infatti stati costretti ad uscire prima del tempo, sospetta distorsione al ginocchio per il croato. Eppure Ranieri può tutto sommato considerare positiva la prestazione dei suoi, soprattutto per il primo esperimento stagionale di tridente, con Del Piero, Amauri e Iaquinta contemporaneamente in campo e almeno quattro limpide palle gol costruite. Se poi il direttore di gara, non avesse ingiustamente annullato il gol del possibile pareggio di Camoranesi, le note positive in casa Juventus sarebbero arrivate anche dal risultato finale. Ma, si sa, nel calcio d’estate il risultato è quello che conta meno e quindi il tecnico bianconero (che aveva preannunciato un ampio turn-over e non si sarebbe preoccupato di eventuali «sberle») può attendere il preliminare di Champions con tranquillità.
(Ha collaborato Domenico Latagliata)