Il Milan "egizio" in 3 minutiriesce a raddrizzare la Coppa

Lazio subito in gol, poi El Shaarawy ispira i gol di Robinho, Seedorf e Ibrahimovic. Il Milan va in semifinale di Coppa Italia con la Juventus

Milano - A vedere quel ragazzino di origi­ne egiziana, El Shaarawy, c'è da lustrarsi gli occhi. E c'è anche da chiedersi: ma sia­mo sicuri che al Milan servano un paio di attaccanti? Maxi Lopez, in tribuna, guar­dandolo deve immaginare che il futuro, da queste parti, con quel talento purissi­mo, non dev'essere proprio semplice, scontato. Lo pensa anche Ibrahimovic in panchina per un'ora nell'ammirare le giocate del giovanotto che per tutto il pr­i­mo tempo e anche più tardi riscalda quei pochi coraggiosi (meno di 8mila pagan­ti) pronti a sfidare il gelo di Milano e di San Siro.

El Shaarawy è decisivo nel ribal­tare l' 1 a 0 della Lazio maturato in capo al primo affondo (dopo neanche cinque minuti) ed è la spina nel fianco della dife­sa la­ziale che Reja si vede costretto addi­rittura a modificare nell'assetto, quasi si trattasse appunto di Ibra o di Pato. E inve­ce è un ragazzino con il ciuffo curioso che con la palla al piede può innescare il secondo gol di Seedorf oppure aprire ver­so Abate per dare avvio alla manovra del pareggio. Più tardi, quando pure la guar­dia laziale diventa più accorta, riesce a guadagnarsi applausi e consensi e a sfio­rare il sigillo personale che pure merite­rebbe.

A parte El Shaarawy, è tutto il Milan a prendere di petto la Lazio e a risalire la china del risultato praticando un calcio geometrico e anche efficace. Se poi nell' occasione persino Robinho, al primo ti­ro al volo in porta, trova il gol vuol dire che la qualificazione del Milan in semifi­­nale contro la Juve è cosa fatta. Certo biso­gna aspettare la ripresa per avere da una serpentina di Emanuelson il lancio per Ibra che entrato per scaldare il motore si prende la soddisfazione di far centro an­che in coppa Italia a dimostrazione che questa forse è la stagione buona per smentire tutti i luoghi comuni sul suo conto. La Lazio è una squadra di marzapane. Ha il merito di sorprendere subito la dife­sa impacciata del Milan ma poi si fa ad­dentare facilmente e perde ogni consi­stenza trovando nell'opposizione di Amelia, il portiere romano e romanista, l'ostacolo più grande da superare in un paio di circostanze.

Nella ripresa, cam­biato lo schema, disegnata meglio difesa e centrocampo, il prodotto calcistico non si modifica e lo stesso Amelia non de­ve assolutamente fare prodigi per frena­re gli attacchi laziali. Da segnalare il caz­zotto di Dias a Van Bommel: una bella squalifica su prova tv gli farebbe bene. Anzi appena arrivano forze fresche dalla panchina ecco che il prode Ibrahimovic può andare tutto solo verso Marchetti in­filzandolo come un polletto allo spedio. Siamo sicuri che serva Tevez? Per l'im­mediato forse sì, non per il futuro che ap­partiene a questo ragazzo già entrato nel cuore dei tifosi e anche dello spogliatoio. Perché lo guardano tutti con affetto e an­che con molta fiducia. Alle sue spalle Van Bommel domina la scena.