Il Milan gioca a poker ma è tutto un bluff: Uefa e contestazione

Milano - Champions league addio e testa al prossimo campionato. Il Milan si congeda con il magone: dopo 7 stagioni consecutive rinuncerà alla coppa più bella per tuffarsi nell’inferno dell’Uefa che giocherà la finale nella fatal Istanbul. Per 20 minuti i rossoneri sono stati nell’Europa che conta, poi il gol di Osvaldo li ha gelati ed è stata inutile la goleada sull’Udinese.

Sono stati i friulani a mettere in evidenza nel primo tempo i problemi dei rossoneri, con il meritato gol di Mesto. I tifosi avevano rumoreggiato nel prepartita, con volantini e striscioni di contestazione, ma poi hanno ritrovato la voglia di tifare Diavolo. È stato l’ingresso di Pato nella ripresa a dare la svolta. Subito in rete il brasiliano e poi il Milan dilaga con Inzaghi e le devastanti accelerazioni di Kakà che si fa parare un rigore. Poi le traverse di Inzaghi e Pato, i gol di Cafu e Seedorf, la speranza di restare in Champions. E alla fine delusione e fischi dai tifosi, arrabbiati come poche altre volte.
Tirato come una corda di violino Adriano Galliani: «Non cambierei le nostre vittorie in Europa e nel mondo con i due scudetti dell’Inter. Comunque ai nerazzurri vanno i miei complimenti per un titolo meritato. Stiano tranquilli i nostri tifosi, il Milan non verrà smantellato ma si rinforzerà e finché ci sarà come primo tifoso Silvio Berlusconi, ci saranno sempre grandi ambizioni e grandi giocatori. Peccato però, ci ho creduto perché fino a 10’ dalla fine eravamo in Champions».

Carlo Ancelotti maschera a fatica la delusione: «L’Inter ha meritato di vincere. Il Milan ha pagato un girone d’andata dove in casa abbiamo fatto male, mentre nel ritorno siamo andati bene». Magra soddisfazione l’Uefa, perché senza Champions mancheranno almeno 30 milioni e se si vuole rifare un grande Milan sarà necessario spendere. «L’Uefa potrà comunque darci soddisfazioni, anche perché è l’unico trofeo che ci manca, ma il primo obiettivo sarà il campionato», continua Ancelotti. «Nelle ultime due stagioni abbiamo fatto troppo poco in Italia, è ora di pensare allo scudetto». Ancelotti poi ringrazia Cafu e Serginho che chiudono col Milan: «Farli giocare è stato un giusto riconoscimento e poi Marcos ha anche segnato. Sono stati un esempio per tutti e vorrei trovarne altri come loro. Ma state tranquilli che novità ce ne saranno».

Nella mestizia generale è comunque felice Filippo Inzaghi, al gol numero 100 in maglia rossonera: «È Milano che dev’essere felice, noi primi in Europa e l’Inter in Italia. Complimenti ai nerazzurri, ma avrei voluto festeggiare in altro modo, perché mi scoccia arrivare a 20 punti dalla vetta. Comunque abbiamo vinto la Supercoppa europea e l’Intercontinentale e non è poco. Siamo partiti troppo tardi, ma questa squadra è forte e quando ci siamo tutti ce la giochiamo alla pari con chiunque. Con qualche ritocco ci saremo anche noi. La nazionale? Io sono pronto, ho fatto 18 gol, se Donadoni mi chiama vado ben volentieri agli europei».