Al Milan di Glasgow è mancato solo Ronaldo

Al Celtic Park finisce 0 a 0 con i rossoneri che impediscono agli scozzesi di lanciarsi all’arrembaggio. Gilardino spreca numerose occasioni. Da una punizione di Nakamura l’unico spavento per Kalac. <strong><a href="/a.pic1?ID=158582">Ancelotti: &quot;E' un bel risultato&quot;</a></strong>

nostro inviato a Glasgow - Questo vecchio, paralitico Milan è ancora capace di stupire. È ancora capace, appena mette piede in Europa, di cambiare pelle e anche abitudini. E di riuscire, nella tana del Celtic dove Benefica e Manchester United ci rimisero le penne, a sfiorare un successo forse meritato senza lasciare al rivale che le briciole di una serata senza gloria e senza velleità. La differenza tra Gilardino e Ronaldo, al centro dell’attacco, è evidente e forse non sarebbe il caso di infierire sul giovanotto piemontese se quest’ultimo non avesse avuto materia prima per confezionare un bel sigillo sprecando ogni «bendiddio». La formula tattica nuova, 4-4-2 più la valorosa prestazione di Gourcuff e il rifiorire di Kakà, sono i segnali incoraggianti da portare a casa dopo la notte del Celtic Park. La difesa, guidata da Maldini, non ha bisogno di chissà quali perfomances per domare gli avversari, poca cosa in attacco così da lasciare Kalac quasi disoccupato. Qualificazione in bilico, come sul ciglio del burrone. Garantito il batticuore al ritorno.
È tutto vero, tutto bello e spettacolare, tutto tranne la partenza del Celtic. È una fortuna capitare da queste parti e godersi una serata di calcio, in uno stadio che è un oceano di sciarpe bianco-verdi, dove cantano in sessantamila e in tribuna d’onore un paio di genitori giovanissimi portano in braccio un pupo di pochi mesi tra gli sguardi ammirati della delegazione italiana, ct Donadoni compreso. Da noi verrebbero presi per matti. Tutto bello allora tranne la partenza del Celtic che invece di sgabbiare come leoni dal sottopasso si attestano sul campo in modo da aggirare la difesa del Milan senza infilarla in velocità, anzi provando con lanci da dietro che fanno la felicità dei rossoneri. Ancelotti schiera i suoi col 4-4-2 classico a copertura totale del prato sostenuto da Gourcuff che a sinistra gioca con particolare efficacia, cercato e trovato puntualmente, senza curarsi della pedata che dopo pochi minuti rischia di azzopparlo. Negli spazi, Kakà riesce a far ripartire come una lama il contropiede ed è un vero peccato che Gilardino sprechi una, due, tre opportunità che possono rimetterlo sulla scia di Pierino Prati. A metà della prima frazione, quando Kakà apparecchia il lancio migliore, il centravanti addomestica l’attrezzo, lo piazza nell’angolo lontano ma il portiere polacco, Boruc, con un piede salva la vita e la porta. Altre due volte lo stop tentato dall’attaccante non è il massimo.
A sinistra il gioco del Milan fluisce bene, tra Gourcuff e Jankulovski, a destra invece spesso s’inceppa e non solo perché Oddo mostra i limiti di personalità al debutto in Champions ma anche perché Gattuso s’improvvisa ala e cerca spesso d’infilarsi tra le maglie dei centrocampisti centralmente. Così il Celtic soffrendo più del dovuto si ritrova a chiamare a raccolta il perticone australiano Kalac solo quando Nakamura tenta di sorprenderlo su punizione dal limite, distanza considerevole che consente al portiere di stendersi e recuperare il pallone. Le difficoltà del Celtic nel guadagnare campo e tenere i ritmi alti, altissimi, si riconfermano puntualmente nella ripresa quando il Milan raccoglie almeno altre due-tre possibilità di lasciare il segno. Gilardino non ha il piedino caldo e quando tenta di lucrare un rigore in area lo fa in modo talmente grossolano da risultare ammonito. La vera sorpresa è questa: il Celtic invece di andare avanti, a testa bassa magari, gioca la palla dietro quasi avesse timore d’infilarsi in una tagliola. La difesa rossonera, tanto sbertucciata a Siena, protetta meglio da un centrocampo a quattro, resiste intatta alle rare offensive scozzesi. Mentre il Milan quando parte in velocità nella tre-quarti riesce a mettere l’affanno ai padroni di casa costretti ad applaudire lo zero a zero, secondo di una striscia di successi in Champions interrotta proprio dal Milan. Al ritorno il Milan deve vincere. Ronaldo ovviamente non ci sarà. Forse recupera Inzaghi.