Milan: Iaquinta no, forse Cassano

Il barese candidato a rimpiazzare Borriello: il Real lo vuole cedere solo in prestito. A gennaio rientra Coppola dal Piacenza

nostro inviato a Milanello
È solo questione di giorni, di ore ormai per mettere alle spalle il semestre più nero della storia berlusconiana del Milan ma prima bisogna passare attraverso l’ultima cruna dell’ago. Rappresentata nella circostanza dal viaggio a Udine, con la rosa dimezzata, gli uomini contati e un inquietante 17 a far capolino in classifica. «Dal 2 gennaio sarà un’altra musica» profetizza sicuro Carlo Ancelotti e non c’è bisogno di essere frate Indovino per capire che il prossimo semestre non può essere identico a quello che si conclude oggi, in Friuli. L’unico reparto, rimasto al riparo da infortuni e contrattempi, l’attacco, è da ieri ufficialmente ridotto a sole tre unità, causa la sospensione cautelativa sancita nei confronti di Marco Borriello, trovato positivo a un controllo antidoping dell’undicesima giornata (Milan-Roma, data 11 novembre). «È il primo caso in 21 anni di gestione» chiosa Adriano Galliani amareggiato da quest’altro colpo al mento ricevuto alla vigilia di Natale. «La serietà della società è fuori discussione, il farmaco non è in uso da noi» segnala Ancelotti pronto a testimoniare del grande sconcerto registrato nel gruppo dopo i primi dettagli della vicenda (Borriello era in cura dal dentista dove avrebbe usato l’anti-allergico al cortisone). «Noi pensiamo a un caso di negligenza e siamo dispiaciuti per il giocatore che è molto giù di morale» riferisce sempre Ancelotti il quale crede alla versione ripetuta da Borriello («non ho preso niente di vietato») ma nel frattempo si interroga sulla necessità di correre ai ripari sul mercato. In caso di confessione da parte di Borriello infatti e di conferma delle controanalisi, la procedura è scontata: procedimento disciplinare con squalifica di 8 mesi e possibile riduzione in appello. Di fatto Borriello esce dalla scena del torneo.
A gennaio perciò la ricerca di Braida sul mercato non può esaurirsi con il reclutamento di Oddo dalla Lazio (Foggia più conguaglio non superiore ai 6.5 milioni di euro i termini della trattativa) e nemmeno col ritiro, da Empoli, dei due prestiti Marozaratti (difensore) e Pozzi (attaccante). Bisognerà infatti provvedere a rimediare un altro portiere (probabile il ritorno di Coppola dal prestito al Piacenza) in vista della squalifica (per scommesse) di Kalac (maturerà a fine marzo, eventualmente) e a scegliere un collaudato attaccante da schierare al fianco di Gilardino, Inzaghi e Oliveira. Di sicuro il candidato non è Iaquinta, finito nell’elenco dei calciatori sottoposti al prossimo giudizio per scommesse. La conferma è arrivata proprio da Ancelotti. «Non è vero che siamo in trattativa con l’Udinese» la garanzia. Le ricerche ultime portano a Madrid dove il Real è disponibile a cedere Cassano al Milan ma solo in prestito per sei mesi. Oltre alle perplessità legate al discusso carattere del barese autore di dissidi con Capello, c’è una seconda contro-indicazione: Cassano non può giocare in Champions league e sarebbe utile solo in campionato.
La chiusura di Udine nasce tra difficoltà vecchie e nuove. Maldini non ha recuperato, Bonera è squalificato, Kaladze ha una tendinite: di qui la necessità di ricorrere a uno schieramento che prevede un centrocampo a quattro e a Kakà seconda punta in appoggio a Gilardino secondo lo schema tattico già utilizzato, sabato scorso, a Firenze.