Il Milan insiste col turnover: Nesta e Vieri in panchina

Rientrano Stam e Gilardino, fiducia a Seedorf in rotta col tecnico e col suo staff. Ancelotti confessa in ritardo: «Ad Ascoli sbagliammo tutti davanti al nubifragio»

Franco Ordine

nostro inviato a Genova

Evviva la faccia, evviva la sincerità. Occorre qualche settimana di tempo prima di riconoscere in pubblico, oltre che in privato, gli errori commessi ad Ascoli, quel pareggio sotto il nubifragio che tanti malumori provocò nelle viscere del Milan. Carlo Ancelotti coglie al volo un altro fine settimana pieno di umidità e di pioggia per ammettere che «ad Ascoli non abbiamo gestito al meglio la situazione». Che vuol dire? «Che potevamo chiedere all’arbitro, prima di cominciare, di aspettare il miglioramento delle condizioni climatiche e del terreno» è la risposta di Ancelotti che si può leggere così. Il capitano di quel pomeriggio, Ambrosini, e il resto della squadra, panchina compresa, non furono molto lesti nel cogliere le opportunità regolamentari. Meglio tardi che mai. «Non cambiano i miei programmi se piove» conferma nel frattempo Ancelotti che sembra deciso a giocare a carte scoperte, qui a Genova, contro la Samp, in uno dei passaggi chiave della stagione. «È vero, non stiamo giocando bene, non siamo al top, manca aggressività al centrocampo» è l’altro mea culpa dell’allenatore. Dev’essere passato da qualche confessionale Carletto nostro in vena di franche ammissioni che danno consistenza alle critiche dei giorni scorsi.
A Genova come contro il Siena, il turnover resta il grande ispiratore delle nuove scelte milaniste: questa volta si ferma e riprende fiato Nesta (proveniente da una striscia di 6 partite consecutive) mentre rientra Stam («sto meglio») e Maldini va incontro alla partita numero 800 con la maglia rossonera. «Paolo sa gestirsi», informa il tecnico che pare deciso a lasciar decidere all’interessato il proprio utilizzo. Si cambia anche in attacco dove avviene il cambio più significativo: dentro Gilardino e fuori Vieri, assolto parzialmente per la prova sbiadita col Fenerbahce «perchè abbiam giocato per aprire varchi al centro, quindi non per valorizzarlo». Ma forse il cambio più atteso risulta in centrocampo dove, per la prima volta, viene schierato il trio titolare della passata stagione. Si rivede Clarence Seedorf dopo qualche esclusione e sostituzione patite in modo vistoso. O l’olandese convince, propio a Genova dove cominciò la sua avventura italiana, oppure non può più prendersela con la panchina (Ancelotti e Tassotti, per capirsi)come è accaduto negli ultimi tempi lamentandosi per il fatto di essersi riscaldato contro il Fenerbahce senza mai entrare. E maledetto se qualcuno gli ha fornito spiegazioni.