Il Milan di Istanbul per braccare la Juve

Gian Piero Scevola

Dimenticare Istanbul e guardare avanti. Il Milan s’è tolto un peso, la magica notte sul Bosforo e le meraviglie di Shevchenko sono già nella storia del football e ora, dietro l’angolo, c’è il Lecce. Salentini che significano soprattutto rincorsa alla Juve, ma che Carlo Ancelotti dimostra di temere o, almeno, avere nei loro confronti il dovuto rispetto. Proprio per questo il tecnico rossonero darà spazio al turnover, non tanto voluto, quanto imposto dai problemi fisici di qualcuno nel dopo Fenerbahce. Ancora in infermeria Cafu e Ambrosini, resterà a riposo anche Kakà per una contusione alla cresta iliaca, mentre Gattuso, malgrado il forte colpo subito al ginocchio, fa parte dei convocati, ma dovrebbe accomodarsi in panchina. Spazio dunque a Rui Costa e a uno tra Vogel e Jankulovski, con Seedorf dirottato a destra nel caso giocasse il ceco o addirittura escluso. Certo il rientro di Stam e quasi sicura la conferma di Simic, con possibile riposo per capitan Maldini.
«Simic a Istanbul è stato bravo e preciso per tutta la partita - conferma Ancelotti -, ha fatto ottimi inserimenti e mi ha colpito la sua personalità». Una promozione in piena regola per il croato, come quella per Rui Costa che ha saputo pazientemente aspettare il suo momento: «Più alta è la qualità e più i giocatori soffrono a star fuori», afferma Ancelotti. «Rui Costa è uno di questi. Se lui è sempre pronto, io non ho alcun merito, è merito della sua bravura e della sua professionalità. Ed è merito anche di un gruppo di giocatori che apprezza Rui proprio per questo». Il tecnico spera di recuperare Gattuso: «Non è detto che non possa giocare. Aveva sentito male nel primo tempo ma a Istanbul non mi aveva chiesto il cambio, poi è uscito perché volevo togliergli un quarto d’ora di fatica».
Inevitabile per Ancelotti parlare di Shevchenko e appare difficile rinunciare a lui, anche solo per farlo riposare: «È tanto tempo che sta facendo molto bene. Ha interpretato perfettamente la partita ed è stato anche messo nelle condizioni ottimali per fare quattro gol a Istanbul. Lo hanno avvantaggiato il binomio gioco-qualità del singolo, sue qualità fondamentali. Dal punto di vista estetico Van Basten accontentava di più l’occhio, Sheva è un finalizzatore eccezionale, forse più di Van Basten. Anche nelle partite in cui non è in forma, se gli capita l’occasione non la fallisce».
Già, va bene Istanbul, ma questa sera c’è un certo Lecce e Ancelotti mette le mani avanti: «Dobbiamo stare attenti a questa partita perché il Lecce è una squadra molto veloce e a Parma, pur perdendo, ha giocato benissimo. Poi ha vinto col Siena. Davanti ha giocatori in forma come Konan e Vucinic. Visto che dovremo attaccare, bisognerà stare anche molto attenti a recuperare perché loro attaccano in velocità».
Ancelotti prende posizione pure sulla polemica stranieri dopo gli 11 giocatori non italiani schierati dall’Inter in Champions: «In realtà in un mercato globale non ci sono remore, ognuno può fare quello che vuole. Però ritengo giusto che una squadra italiana abbia un’anima italiana perché la cultura del nostro gioco è diversa da quella delle altre nazioni». Da parte sua, sull’argomento Inter, Adriano Galliani ha avuto un commento «presidenziale»: «Le norme ora lo consentono, quindi l’Inter non si deve preoccupare. Se poi le norme cambieranno, anche l’Inter si adeguerà. Cassano? Escludo l’arrivo di Cassano al Milan. Abbiamo Inzaghi, Shevchenko, Gilardino e Vieri che saranno le punte del Milan anche nella prossima stagione. Né mi risulta l’ipotesi di uno scambio Vieri-Cassano. Bobo resterà assolutamente con noi anche l’anno prossimo, si sbloccherà e farà gol. Così come resterà Simic, l’ho convinto a non andare via, è bravissimo e sarà dei nostri anche la prossima stagione». Per nulla infastidito dal dover giocare il sabato in anticipo col Lecce («Toccava a noi o all’Inter»), Galliani è tornato su Istanbul: «Non è una maledizione, ha 4 stadi, in due abbiamo vinto, in due abbiamo perso».