Milan-Juve, vince solo la noia Urge Ibra per dare la scossa Dinho meglio di Del Piero, ma nessuno punge. Successo bianconero ai rigori: sbaglia Thiago Silva. Anche il premier apre a Zlatan: «Chissà...»

Milano«Ci proveremo - dice Adriano Galliani -, anche se è difficile», in tasca per ora solo una figurina di Zlatan Ibrahimovic. «Chissà», ripete Silvio Berlusconi a San Siro per onorare il trofeo dedicato a papà Luigi, ma soprattutto per vedere il nuovo Milan di Massimiliano Allegri. A fine partita, informato dell’esplicito interessamento, il procuratore dello svedese, Raiola, dirà: «Mi fa piacere un interessamento così deciso di un grande club come il Milan e di Berlusconi e Galliani... ma il Barça lo dà per incedibile... per cui al 99,9% resta... Galliani ha acceso la speranza in molti tifosi ma io devo spegnerla, temo sia quasi impossibile... poi, si sa, solo la morte è certa».
Quanto alla partita, salite sulla macchina del tempo ecco Milan e Juventus, 40mila spettatori e uno spigoloso contatto nelle ambizioni, prendere l'Inter. Tiri in porta uno, Bonera allo scadere del primo tempo. La partita diventa una partita quando Allegri manda dentro Inzaghi e Huntelaar (al posto di Borriello e Seedorf) e dall'altra parte Delneri toglie la zavorra: entrano Amauri, Diego e Sissoko per Trezeguet, Del Piero e Marchisio.
Meglio picchiare forte adesso su certi nomi perché il peso specifico non è quello di ieri sera e ci saranno poche altre occasioni. Ma se la prima parte è stata letteralmente avvilente lo si deve a loro. Poi Diego ha messo vivacità, come Inzaghi, Huntelaar è parso più motivato, come Amauri, niente di speciale ma anche la gente di San Siro ha avuto la netta sensazione di aver digerito i crauti e ha iniziato a fare il tifo. Inevitabili i rigori.