Milan mondiale, tifosi in festa a Milano tra gioia e sfottò anti-Inter

Mezz'ora dopo il fischio finale che a Yokohama sanciva il trionfo nel
Mondiale per club, a Milano i tifosi rossoneri sono scesi in strada per
festeggiare i propri campioni e sbeffeggiare gli "odiati cugini"
interisti, in un corteo che ha sfidato il traffico e la folla di questa
domenica di shopping prenatalizio sfilando anche sotto la sede dell'Inter

Milano - Mezz'ora dopo il fischio finale che a Yokohama sanciva il trionfo nel Mondiale per club, a Milano i tifosi rossoneri sono scesi in strada per festeggiare i propri campioni e sbeffeggiare gli "odiati cugini" interisti, in un corteo che ha sfidato il traffico e la folla di questa domenica di shopping prenatalizio. In pochi minuti Piazza del Duomo, fino a poco prima teatro di un comizio della Lega Nord, ha cambiato colore. Le bandiere biancocrociate e i fazzolettoni verdi hanno lasciato il posto a sciarpe e bandieroni rossoneri. E i cori contro il governo Prodi si sono spenti a favore degli osanna per Inzaghi, Kakà e il presidente Silvio Berlusconi.

Altrettanto tempestivi sono stati i venditori ambulanti che avevano già pronte le magliette commemorative, 15 euro al pezzo. "E' stato bellissimo, abbiamo annientato il Boca", esultavano quattro 17enni corsi in centro dopo aver pagato 15 euro per vedere la finale in diretta grazie al digitale terrestre: "Questo e altro per il Milan, siamo i più forti!". Ma la maggior parte raccontava le emozioni vissute soffrendo con l'orecchio attaccato alla radiolina. Tra le comparse della festa rossonera in piazza molte famiglie con i bambini avvolti nelle bandiere, pensionati che tifano da una vita e tante facce da curva. "In Italia, Milan. In Europa, Milan. Ovunque sempre rossonero", il coro scandito più forte dai circa duecento tifosi più accesi.

Ma l'atmosfera era lontana da quella dei festeggiamenti per la Champions League, anche perché qualche centinaio di sostenitori, compresi i leader del tifo organizzato, hanno seguito la squadra in Giappone. E allora, per farsi sentire dalla città, meglio attraversarne il cuore portando in trionfo una ricostruzione in polistirolo alta due metri del trofeo conquistato a Yokohama. Due volte il corteo ha fatto tappa sotto la sede dell'Inter in via Durini, dove si sono sprecati i "Chi non salta nerazzurro é", e gli insulti contro gli "odiati cugini", soprattutto Marco Matrazzi, il presidente dell'Inter Massimo Moratti e l'allenatore Roberto Mancini, che in settimana non aveva risparmiato battute sul valore del Mondiale per club.

Poi la marcia si è spostata nelle strade dello shopping. Da via Montenapoleone a via Manzoni, dalla Galleria Vittorio Emanuele a via Torino, accendendo qualche fumogeno e scandendo tutto il repertorio della curva Sud, inclusi i cori contro le forze dell'ordine e quelli in memoria di Gabriele Sandri. Ma senza disturbare più di tanto i milanesi indaffarati negli acquisti di Natale.