Il Milan non compra ma piace

Nessun acquisto, però è record di abbonati: 30mila. Galliani non molla la presa: "Kakà impegno d’onore". Pato nel mirino della dirigenza rossonera 

Forse è l’onda lunga di Atene. Di sicuro lo squillo di tromba avvertito ieri mattina in via Turati, abbonamenti arrivati a quota 30mila, è un dato in controtendenza rispetto alle canoniche abitudini del settore. Di solito, le esperienze del passato, Milan compreso, si possono così sintetizzare: calcio-mercato sontuoso uguale corsa all’abbonamento. Nell’era Berlusconi il precedente irraggiungibile è di oltre 70 mila abbonamenti (oltre il tetto del Napoli di Maradona). Ricevuta la notizia, Adriano Galliani ha dettato al sito di casa una dichiarazione affatto banale. «Li ringrazio tutti, uno a uno. A loro e agli altri tifosi rossoneri che si abboneranno per la prossima stagione, assicuro che il signor Ricardo Kakà è assolutamente incedibile. È un impegno d’onore che prendo anche a nome del presidente Silvio Berlusconi».

Ecco il punto: per difendere Kakà, con le unghie e con i denti, dall’assalto del Real Madrid e per evitare che l’arrivo di altre stelle (Ronaldinho su tutti) possa provocare il distacco del brasiliano dal club rossonero, il Milan ha scelto d’investire sul “ritocco” dello stipendio da passare al brasiliano e su un paio di giovani che possono garantire il futuro. Non è una questione di disponibilità economica. I mezzi, a parte la nota generosità dell’azionista (ogni anno vengono ripianati debiti per circa 60-70 milioni di euro), ci sono. Un paio di cifre sono simboliche, in proposito. Gli oltre 10 milioni di euro incassati con gli abbonamenti (30mila in campionato, 5mila per la Champions a scatola chiusa), aggiunti ai 39 milioni 592mila euroni ricavati dal trionfo di Atene costituiscono un tesoretto sufficiente. Così dall’elenco dei possibili rinforzi sono stati via via cancellati nomi impegnativi come Henry, Ronaldinho, Eto’o, adesso anche Shevchenko frenato dal costo eccessivo (il Chelsea è fermo a 20-25 milioni di euro, il Milan a 10) oltre che dalla forte opposizione interna, a causa in particolare della visita fatta da Sheva ad Arcore, tre settimane fa.

Neanche la cena a Miami con Maldini e Nesta è servita a ricucire i rapporti diplomatici. Formalmente Cassano può diventare una pedina ma il Real invece che scegliere la pratica della rescissione ha vincolato il trasferimento del giocatore barese, con un prezzo fissato, 5,5 milioni, al gradimento di Calderon. Ancelotti ha contribuito a sintetizzare tutte le esigenze e ha trovato una brillante via d’uscita.

L’eventuale colpaccio può essere indirizzato lungo la rotta brasiliana, con Pato, il cui agente, Gilmar Veloz, ha parlato chiaro ieri: «Lo vogliono tutti, Chelsea, Inter, Milan e Real Madrid. A fine anno prenderemo una decisione». A fine anno vuol dire che Pato è trasferibile col mercato di gennaio a causa della sua giovane età (deve compiere in ottobre i 18 anni). E vuol dire anche che il Milan per tesserarlo deve lasciare libera la casella del terzo extracomunitario. L’idea di Ancelotti è la seguente: la formula Champions, un solo attaccante, Ronaldo (Gilardino e Inzaghi le alternative), più Kakà seconda punta, con alle spalle un trequartista fisso, Seedorf e Gourcuff ricambio immediato. Solo in alcune partite di campionato si passerebbe ai 2 attaccanti più Kakà. Con Oliveira a Saragozza la quarta punta arriverà a gennaio: Pato appunto.