Il Milan non merita simili figuracce

S iamo rimasti tutti allibiti, mercoledì sera davanti alla tv, vedendo Dida schiantarsi al suolo come colpito dal proiettile di una 44 Magnum dopo che un tifoso del Celtic - che certo non doveva trovarsi in quel momento nell’area piccola del Milan - aveva sfiorato con un buffettino la guancia del portiere rossonero. Chissà magari era solo un gesto affettuoso, un modo per ringraziare Dida, i tifosi scozzesi non potevano che essergli riconoscenti infatti.
Allibiti perché alla sconfitta e al momentaccio no della squadra di Ancelotti si aggiungeva una figuraccia internazionale che il Milan non merita. Per la sua tradizione, per il suo comportamento. Perché i trofei - tanti - allineati nelle sue bacheche sono stati sempre conquistati in modo cristallino e sportivamente ineccepibile. Sul campo e non sulle assi di un qualche palcoscenico di provincia. Perché quella di Dida più che una recita è stata una vera e propria sceneggiata.
Fortunatamente, a differenza di alcuni colleghi del portierone brasiliano che si sono affrettati a chiedere l’intervento della barella - neanche il prato si fosse macchiato di rosso sangue - (ricordiamo distintamente Gattuso), subito dopo la partita è apparso evidentissimo a tutti l’imbarazzo profondo di Ancelotti e di Galliani che non potevano sbugiardare in diretta il loro estremo difensore ma che hanno detto subito che il Milan non farà alcun ricorso. Ci mancherebbe. L’unico a correre rischi sarebbe proprio Dida contro il quale il presidente del Celtic ha chiesto all’Uefa di aprire un’inchiesta. Ovviamente l’arbitro segnalerà all’Uefa l’invasione di campo del tifoso e gli organi disciplinari prenderanno le decisioni del caso.
Resta però aperta in casa Milan la ferita sempre più purulenta del portiere, anzi dei portieri. Ancelotti non ha, in questo momento, un solo estremo difensore affidabile. Tra l’attuale Dida e Kalac è difficile scegliere e se Fiori fa il terzo a questi due... Viene inevitabile ripensare ancora - l’ottimo Franco Ordine l’ha scritto più di una volta - alla possibilità di ingaggiare Buffon che Berlusconi e Galliani si sono lasciata scappare. Costava troppo? Tutti i grandi giocatori costano troppo e Buffon è - in tutti i sensi - il numero uno al mondo. Ma è inutile piangere sul latte versato, adesso bisogna andare avanti così. Di papere, probabilmente, ne vedremo ancora. Di sceneggiate come quella di Glagow però non vogliamo vederne altre.