«Il Milan non mi preoccupa So che dobbiamo fare 9 punti»

Napoli«Deluso» sì, Mourinho lo ammette, ma «non arrabbiato», né preoccupato: «Non è certo per una sconfitta - dice - che cambio le mie parole». Non molla le sue certezze dunque, il mister nerazzurro, dopo la peggior partita della sua Inter: «Stiamo facendo un grande campionato. Dobbiamo guardare solo avanti, non dietro di noi. Basterà fare nove punti. Non ho bisogno di sapere a quanti punti è il Milan. Ho solo bisogno di tre vittorie in cinque partite, tre delle quali in casa. Se abbiamo fatti tanto punti non posso che essere ottimista».
È «tranquillo», o comunque ostenta sicurezza: «Se ad agosto mi avessero detto che avrei avuto sette punti di vantaggio...». Come dire «ci avrei messo la firma». «La partita era da zero a zero - si difende il tecnico portoghese, e poi ammette - se qualcuno meritava di vincere però erano loro».
D’altra parte il vincitore, Roberto Donadoni, sobrio come non mai, si dice perfino «emozionato», per la vittoria «contro una grande squadra, davanti a questo pubblico». E certo non è il tipo che si fa prendere da facili entusiasmi. «Umiltà, umiltà - predica l’ex commissario tecnico della Nazionale alla sua prima vittoria importante con gli azzurri napoletani - questo è solo il primo passo, se pensiamo di aver risolto i nostri problemi abbiamo sbagliato tutto, e dovremo ricominciare da zero». Anzi dice di essere «arrabbiato» l’ex campione milanista: «Trovare gli stimoli con la prima in classifica è troppo facile».
Da rabbia a rabbia, per tornare a Mourinho una cosa che lo ha irritato forse c’è: il trattamento riservato a Mario Balotelli: «Non sono un indovino, però ho detto al quarto uomo: “Balotelli verrà ammonito”». Detto fatto. «Non ha potuto toccare palla, ha subito cinque falli consecutivi, i primi cinque falli della partita sono stati tutti su di lui. Non è facile per questo ragazzo, ha tutti contro di lui, e nessuno lo difende».
Gli occhi di molti erano puntati proprio su di lui, SuperMario. Accolto con bordate di fischi, insulti a ripetizione e contestazioni reiterate, ma senza nessuno spunto di marca razzista da parte dei tifosi del Napoli. All’attaccante dell’Inter non sono stati risparmiati cori, anche offensivi, soprattutto in seguito ai soliti atteggiamenti «eccessivi» tenuti in campo dal giocatore, spesso impegnato in proteste ed in continui battibecchi con gli avversari. Mai, però, dagli spalti ci sono stati riferimenti al colore della pelle del calciatore, né, tantomeno, si sono sentiti gli odiosi «buuu» che spesso hanno contrassegnato le partite dell’attaccante nerazzurro.
Segni di ostilità, invece, negli striscioni esposti dalle due curve nei confronti dei giocatori azzurri, la dirigenza e - soprattutto - il difensore del Real Fabio Cannavaro, in procinto di tornare in Italia. Al vetriolo le dediche al napoletano della Loggetta, ormai votato allo juventinismo eterno. «Cannavaro Gobbo sabaudo» oppure «L’amore ti è tornato, quando il Real ti ha scaricato».