Il Milan non si ferma più: c’è anche Robinho

Prestito con diritto di riscatto, cifra che si aggira sui 15 milioni,
ingaggio del giocatore 5 milioni a stagione. Berlusconi: «Ora è un
attacco superiore anche a quello di Van Basten». Partono Borriello e
Huntelaar, destinazione Juve e Shalke 04

Ibra ha superato le visite mediche: «Adesso voglio fare più di 25 gol». C’è anche Robinho e non era esattamente in programma. Il ventiseienne nazionale brasiliano scoperto da Pelè era la prima alternativa a Zlatan Ibrahimovic e sarebbe arrivato solo in caso fosse fallita la trattativa con lo svedese. Ma il Milan si è ritrovato improvvisamente l’affare ormai praticamente definito, accordo con il giocatore raggiunto, occasione unica e irripetibile, perché Robinho in Brasile non ci tornava e al City neppure. L’idea era quella di portarlo al Milan nella finestra di mercato invernale e la sua disponibilità immediata aveva quasi spiazzato le strategie rossonere, tanto che Galliani ha addirittura tentato di capire quanto il brasiliano potesse interessare al Barcellona coinvolgendo nell’operazione Mino Raiola in veste di ambasciatore. Ma per gli ex madridisti l’aria al Camp Nou resta sempre un po’ pesante.
Nome reale Robson de Souza, ruolo seconda punta, o punta esterna o fantasista, era finito al City per circa quaranta milioni due stagioni fa quando sembrava ormai un acquisto certo del Chelsea che infatti ne aveva già messo in vendita le magliette. Celeberrima la gaffe del giocatore che appena arrivato al City disse: «Sono contento di essere un giocatore del Chelsea». Il Milan sta trattando il suo cartellino con il City, c’è ancora Mino Raiola di mezzo, si lavora attorno a un prestito con diritto di riscatto, cifra che si aggira sui 15 milioni, ingaggio del giocatore 5 milioni a stagione. Il suo arrivo è stato subito abbinato alla partenza di Ronaldinho ma proprio il presidente Silvio Berlusconi ha chiarito la strategia societaria: «Ronaldinho è il numero uno nella storia del calcio in assoluto». Difficile che il Cavaliere decida di privarsi del numero uno dopo gli sforzi economici di queste ultime ore, anche se il mercato si muove senza logica e Ronnie va in scadenza di contratto il cui rinnovo non si presenta così semplice. Era domenica sera quando Berlusconi ha pronunciato quelle parole ancora sotto l’effetto dei numeri rossoneri sul prato di San Siro, ed è stato in quella occasione che il potenziale arrivo di Robinho è deflagrato nella notte milanese: «Chissà... L’intenzione del Milan c’è. Robinho si aggiungerebbe a Ronaldinho, Pato, Inzaghi e Ibrahimovic, in un attacco superiore anche a quello di Van Basten». I problemi finiscono tutti sulle spalle di Massimiliano Allegri, qualcuno glielo stanno evitando, Marco Borriello sta trattando con la Juventus, affare solo da perfezionare c’è l’accordo fra le società, Klaas Huntelaar allo Shalke 04 medesima situazione con Ariedo Braida a Gelsenkirchen per definirne la cessione. Pippo Inzaghi fa storia a sé, se va in panchina, e ci andrà fisso, mugugna ma alla fine fa prevalere il suo aziendalismo convinto.
Anche la Juventus pensa molto al suo reparto offensivo. L’arrivo di Marco Borriello in prestito con diritto di riscatto, magari ha una logica che ci fugge. Ma una volta ristabilitisi Vincenzo Iaquinta e Amauri, fra Fabio Quagliarella, Simone Pepe e Milos Krasic chi resta in tribuna, pensando a Alex del Piero e trascurando altri come Davide Lanzafame? Anche a Delneri stanno togliendo un po’ di pensieri, per esempio David Trezeguet, mentre Mauro Camoranesi sta cercando casa a Stoccarda.
Lascia basiti il mercato dell’Inter. Dalle parti di Corso Vittorio Emanuele tutto tace. Cesc Fabregas non è mai stato un obiettivo e proprio ieri Arsene Wenger ha dichiarato che è il futuro del suo Arsenal, incedibile, incrollabile davanti a qualunque cifra. Non è vero, ma l’Inter un’offerta non l’ha mai fatta.
Ieri, a poche ore dalla gara con il Bologna, il responsabile di mercato di Massimo Moratti ha spiegato e tolto ogni speranza: «Non ci sono giocatori in grado di rinforzare questa squadra - ha detto Marco Branca -. Quando abbiamo avvicinato qualcuno la richiesta era superiore a ogni logica di mercato e non abbiamo ritenuto di approfondire la trattativa. Il nostro mercato è stato fatto la scorsa stagione quando abbiamo costruito la squadra che ha vinto tutto. Abbiamo riscattato Mariga, ci siamo riportati a casa Biabiany, c’è Coutinho. Non abbiamo rincorso nessuno, siamo stati rincorsi. A volte si rinforza una squadra confermandola». Discorso che non fa una grinza, Rafa Benitez tra i dissidenti, Sulley Muntari ha detto no al Tottenham Hotspurs, David Suazo potrebbe tornare al Genoa, poche ore alla chiusura, dopo mille nomi e mille ipotesi, ciccia. È una strategia anche questa.