Milan, per la panchina si scalda Van Basten

Il patron rossonero smentisce l’attacco al tecnico, ma l’ex attaccante
è una tentazione. Caso Ibrahimovic, il Barcellona avrebbe pronta
un’offerta: 50 milioni più Eto’o

Andrea Bianchini
Claudio De Carli


Tre punti per conoscere il futuro di Carlo Ancelotti: tre punti, quelli che ancora servono al Milan per centrare in anticipo la qualificazione alla prossima Champions e dar così voce al coro di «no comment» che da tempo circonda il futuro del mercato e della panchina rossoneri. Bocche cucite quindi, almeno fino a sabato notte, eccezion fatta per il numero uno Silvio Berlusconi che ieri pomeriggio è tornato sulla presunta «epurazione ancelottiana» fatta in confidenza ad un gruppetto di turisti a Sharm el Sheikh: «Su Ancelotti mi si attribuiscono dichiarazioni a destra e sinistra, ma io casco dalle nuvole», la secca smentita del premier, che nulla aggiunge a quanto detto da Galliani ad Ancelotti negli spogliatoi dello stadio di Tirana. Ma le parole di Berlusconi, per giunta arrivate con qualche giorno di ritardo rispetto a quanto era lecito aspettarsi, difficilmente serviranno a risanare la frattura ormai creatasi con il tecnico.

IPOTESI VAN BASTEN
Non è una novità che il Milan già da qualche tempo stia valutando più opzioni per il dopo Ancelotti. Galliani ieri ha detto che Carletto non è turbato, che non ci sarà alcun incontro fra lui e Berlusconi e che «per il futuro allenatore sentiremo i giocatori». Che, si sa, stanno (quasi tutti) con Ancelotti. Però, incassato il “no” di Leonardo, Berlusconi avrebbe individuato negli ex Frank Rijkaard e Marco Van Basten i possibili sostituti. L’ex centrocampista ha già maturato un’importante esperienza internazionale, avendo vinto la Champions League con i blaugrana. Marco Van Basten, invece, si è appena dimesso dall’Ajax ed ha finora ottenuto pochissimi successi nelle vesti di allenatore. Berlusconi è comunque convinto che il tre volte Pallone d’oro possa fare davvero bene sulla panchina rossonera.

RANIERI RESTA
Se ad alimentare le ire berlusconiane contro Ancelotti pare sia stato l’1-1 nel big match con la Juve, in casa bianconera il pari di domenica ha assunto significati completamente antitetici: «Noi abbiamo visto una bella partita col Milan fatta dalla squadra e ovviamente ben gestita da Ranieri», l’apprezzamento di Cobolli Gigli al tecnico che, tra le righe, fissa l’asticella per la sua possibile riconferma: «Vogliamo andare avanti fino alla fine del campionato cercando di realizzare nove punti che forse potrebbero ancora farci sperare nel secondo posto, dopodichè faremo le nostre valutazioni. Ma in quella lunga riunione che abbiamo fatto due giorni fa c’è stato un sostanziale apprezzamento per il lavoro fatto dal nostro tecnico quest’anno».

PEREZ SI PRESENTA
Intanto, davanti a oltre 200 giornalisti, Florentino Perez si è ufficialmente candidato alla presidenza del Real Madrid, con la promessa di riportare le merengues in una nuova era galactica. Trecento milioni di euro pronti per la campagna acquisti: nel mirino c’è l’ingaggio di uno tra Ribery, Kakà e Cristiano Ronaldo. In panchina Perez avrebbe individuato in Arsène Wenger l’uomo giusto per la rinascita madrilena. Oppure, giusto per fare un nome, Carlo Ancelotti.

IBRA E IL BARÇA
Premesso che l’Inter ritiene lo svedese incedibile e alza le basi dell’eventuale trattativa a 100mln di euro, ecco lo scenario che si spalancherebbe in caso di partenza di Ibra. Ipotesi Barcellona: arrivano Eto’o e 50mln. Per Milito ne escono 15, i restanti 35 più quelli derivanti dalla cessione di Suazo andrebbero per portare Cesc Fabregas in nerazzurro, 50mln la richiesta dell’Arsenal. Ipotesi Chelsea: ecco Drogba (15mln) e il nigeriano Obi Mikel (23mln), portato a Londra da Josè Mourinho. L’Inter starebbe trattando con il Real Madrid uno scambio di comproprietà Robben-Mancini. Quaresma dovrebbe entrare nell’operazione che porterebbe il difensore Bruno Alves in nerazzurro. Ritenuto incedibile anche Maicon che ha ricevuto diverse richieste.