Milan, la protesta degli ultras in piazza Scala

De Corato: «Da milanista sono vicino a chi soffre per questo verdetto»

Marco Guidi

Lunghi striscioni, bandiere, fumogeni. Per circa due ore i tifosi del Milan trasformano piazza della Scala nella curva sud del Meazza. Sono poco meno di un migliaio e protestano contro la sentenza di primo grado che condanna il club di via Turati. Esclusione dalla Champions League e partenza con 15 punti di penalizzazione, una realtà troppo indigesta.
Il ritrovo davanti a palazzo Marino è intorno alle 17. Gli ultras scelgono di manifestare qui per chiedere il sostegno dell’amministrazione alla loro protesta. «Una sentenza ingiusta - dice Giancarlo, capo delle Brigate Rossonere meglio conosciuto come “Barone” - emessa in soli 15 giorni e senza possibilità di difesa da parte della società. Il Milan è pulito, ne siamo convinti, per questo siamo qua». Anche gli altri supporter concordano. «Sono affezionato ai nostri colori - spiega Alberto - tanto che arrivo da Torino apposta». Lui vuole vederci chiaro sulla condanna del Milan. «Penalizzati per una telefonata di due minuti! Sono sicuro che c’è la regia di qualcuno dietro, magari di chi adesso si prepara a festeggiare uno scudetto mai vinto sul campo». L’Inter è il naturale bersaglio della rabbia dei “cugini” milanisti. «Adesso le danno pure lo scudetto», aggiunge laconicamente Gianmatteo.
C’è chi invece la butta in politica, come Tiziano. «Ci tolgono la Champions solo per colpire Berlusconi. È un verdetto di parte, non c’è dubbio». Qualche donna nel corteo, fra cui Luisa, che sciarpa al collo urla il suo sdegno: «Galliani non ha fatto nulla di male. Non mi sta bene, non ci sto a questa presa in giro». Come lei, anche Barbara. «Ci volevano tirare dentro per forza, non vedevano l’ora di incolparci di qualcosa. È un processo strumentalizzato, ma confido ancora nel ricorso».
I cori e le scritte sulle lenzuola bianche sono perentori. «Giù le mani dal nostro Milan», «Una sentenza indegna non merita il silenzio», «Lotta dura contro l’ingiustizia della procura». I capi della tifoseria rossonera chiedono un’udienza con il sindaco. Non vedranno la Moratti, ma solo alcuni componenti della giunta, tra i quali Giovanni Terzi, assessore allo Sport e tifoso milanista. Diverse le presenze politiche fra la folla. Giovanni Bozzetti, consigliere di An, è preoccupato per le ripercussioni della sentenza sulla città: «Un danno per l’immagine e il marketing di Milano, oltre che per la società rossonera. Spero che la Moratti alzi la voce contro quest’ingiustizia». Mischiati agli ultras si riconoscono le facce di molti consiglieri: Paolo Bianco della Lista Moratti, presidente del Milan club di palazzo Marino, Basilio Rizzo della lista Dario Fo, Aldo Brandirali di Forza Italia. In serata anche il vicesindaco Riccardo De Corato esprime la sua solidarietà al drappello di fan rossoneri. «Da milanista sono vicino a tutti coloro che vivono con rabbia questo momento difficile». Verso le 19 il corteo si muove verso la sede del Milan, in via Turati. Partono cori contro Palazzi, Borrelli e Rossi, «la vera triade anti Milan!». Pochi minuti sotto le finestre dei dirigenti e tutti a casa. Per fortuna senza incidenti.