Il Milan prova a vincere anche senza Superpippo

Gilardino per Inzaghi Viola senza Montolivo Ronaldo? Pronto a Kiev

da Milano

Per capire, con qualche approssimazione, cosa conti il campionato per Milan e Fiorentina, bisogna passare nel pomeriggio di oggi dalle parti di San Siro. Anche se si tratta di un pomeriggio lavorativo. E assistere con legittima curiosità alla seconda (la prima è stata Palermo-Roma nettamente vinta da Spalletti e dai suoi) sfida di cartello del torneo che equivale a uno scontro al vertice della classifica. Davanti all’armata berlusconiana, reduce dal successo con il Siviglia a Montecarlo, con qualche inevitabile stanchezza nelle gambe, c’è infatti la Fiorentina, accreditata di tutto il futuro possibile e immaginabile, non ancora invece del presente che può e deve passare attraverso i famosi e noti esami di laurea. Un anno fa di questi tempi, appesantita dalla penalizzazione, riuscì in una brillante rimonta ma «forò» due volte a Milano, sia contro l’Inter che poi col Milan. L’appuntamento di oggi, forse prematuro, appare all’improvviso una specie di bivio. Prandelli, che è persona trasparente oltre che tecnico avveduto e preparato, non si nasconde. «Capiremo come sarà tutto il nostro campionato» spiega dopo aver preso nota del recupero di Ujfalusi, dell’indisponibilità di Montolivo e della possibilità di schierare Semioli, con Mutu, ai lati di Pazzini.
Juve e Roma sono già a punteggio pieno, l’Inter appena in ritardo: se il Milan vuol davvero pedinare la nobile compagnia ha da superare questo ostacolo impegnativo sistemato in una settimana che può richiamare la memoria di prossimi impegni doppi tra Champions e campionato. Se non regge, parleremo tutti di usura. Se lo scavalca apriremo gli occhi, probabilmente. «Abbiamo in più la serenità e la convinzione» spiega didascalico Ancelotti che è un libro aperto, al pari di Prandelli e si rende conto che non può chiedere al gruppo la stessa performance già ottenuta a Genova e col Siviglia. I cambi a disposizione non sono granchè e nemmeno tanti. Contati quelli in attacco dove Gilardino riprende il ruolo di terminale del gioco d’attacco al posto di Pippo Inzaghi. Ronaldo, come si sa, è ancora fermo ai box. Secondo Adriano Galliani a causa di una questione più psicologica che fisica, non si sente sicuro cioè. «La sostanza non cambia e perciò non rischiamo, lo rivedremo a Kiev con Pato nell’amichevole» la dichiarazione di Ancelotti che fissa un appuntamento per il Fenomeno. E Adriano, cui Ancelotti rivolge un fraterno rimprovero («si deve aiutare da solo»), ancora lontano. Fino a gennaio può accadere di tutto.
Il Milan può solo cambiare centravanti e coppia di difensori esterni, Cafu e Favalli al posto di Oddo e Jankulovski. Gattuso (solo una ferita al capo) non si tira indietro ma è quasi scontato che ci sia bisogno di Emerson in corso d’opera. Alla fine anche Ancelotti sembra essere curioso di capire se i suoi vecchi eroi di Atene sono davvero sintonizzati col campionato. Provare per credere, ricordate il famoso spot?