Il Milan scende in campetto: un torneo per aiutare gli oratori

La squadra spiega ai piccoli le regole del buon tifoso e li porta a San Siro e Milanello

Il portichetto simil romanico sopra. Dietro la chiesa in mattoni rossi e sotto il campo di calcetto, protetto dalle reti alte che fanno il solletico ai primi piani dei condomini. Finestre e balconi da cui sbirciare i ragazzini in azione: ecco gli spalti e le gradinate di questo «stadio» da oratorio, dove ieri, a due giorni dalla fine della stagione calcistica, il Milan ha battuto il calcio d'inizio di un nuovo campionato. Quattro anni di durata e un impegno che va al di là dello sport: aiutare i ragazzini a crescere, recuperando i valori dello sport. «Il Milan e gli oratori - Insieme si vince» è un progetto bello e ambizioso che coinvolge il Forum degli oratori italiani, con la collaborazione del Centro sportivo italiano. Tante le iniziative: in estate nascerà «Cometa Milan» una rete web fra gli oratori che ospiteranno un fan club rossonero - «Nessuna particolare indulgenza ad interisti, parmigiani o romanisti - scherza Adriano Galliani -: il club sarà aperto a tutti». Un totem con un decalogo del bravo tifoso campeggerà nei cortili degli oratori che vi aderiranno mentre da settembre saranno organizzati, con «Pianeta Tifo», dei corsi di educazione ad un tifo pulito e corretto con esperti e giocatori a far da docenti. Poi sarà rafforzata la collaborazione con il Milan Lab che seguirà a livello medico e nutrizionale oltre 10 società di oratorio. Quindi il gioco, con un torneo di calcio a 7 per 64 squadre allievi che avranno l'onore di andare a San Siro per i sorteggi e a Milanello per la finale. Il protocollo d'intesa che sancisce anche il contributo economico del Milan riguarda per ora la Diocesi di Milano, la più grande al mondo con oltre mille oratori, poi si allargherà nel 2009 alla Lombardia. Come oratorio «pilota» è stata scelta la Madonna del Rosario di via Solari. «Entri: dentro c'è Galliani» gridacchiano le vocine dei ragazzini che fanno grappolo all'ingresso. Lui, «l'attaccante scarso» degli oratori monzesi Carrobbiolo e Redentore è già lì a far oscillare le sbarre del calcetto: «Nessuno lo sa ma sono stato campione lombardo, molto più bravo che sul campo» sorride Adriano Galliani, mentre i bambini lo assediano per foto e autografi e Daniele Massaro lo incalza con gli omini di plastica. Già Massaro: quale migliore testimonial dei talenti tutti chinotto, oratorio e parroco: «Me ne stavo lì pieno di fango e mi hanno notato», si schermisce lui. La natura va anche aiutata e il Milan ci prova. Un'ultima di campionato con alcune tifoserie escluse dagli stadi è un quadro che stride con iniziative come queste, ma Galliani non fa polemica e difende pure i cugini dell'Inter, travolti dall'ultima ondata di intercettazioni «irrilevanti», come le definisce l'ad del Milan. «Vogliamo riavvicinare il mondo del calcio all'oratorio - spiega Galliani -: anche questo può servire per far crescere dei tifosi più responsabili».